13 Giugno 2002

Pizzeria, vietato allattare



Vietato allattare la bimba al ristorante? «Ma no, tutto un equivoco». Forse innescato solo dalla malacomprensione di una semplice parola, arriva in Procura l`esposto del Codacons contro un locale del centro, il cui titolare, secondo un padre di famiglia, si sarebbe rifiutato di concedere uno spazio a sua moglie, per la poppata della bimba di tre mesi.
Racconta Giacomo Sanfilippo, 39 anni: «Bianca, la nostra bambina, dormiva nel passeggino, mentre noi attendevamo le pizze nell`area all`aperto. Proprio quando sono arrivate, si è svegliata reclamando il latte. Abbiamo chiesto al cameriere un luogo più appartato perche mia moglie Serenella potesse allattarla, anche perché eravamo vicini al corridoio di passaggio del personale. Ma dentro, una seconda cameriera ci ha bloccati, dicendo che non era possibile».
A quel punto Giacomo e la compagna si rivolgono al direttore del locale, S.G., per chiedere aiuto. «Ma lui ci ha risposto: questo non è un luogo dove si allatta, dovete cercarne uno altrove. Ho raggiunto la cassa per pagare, ma ci hanno detto che andava bene così e che potevamo andare via».
Diversa la versione dei fatti del direttore: «Guardi – spiega S.G. – sono un nonno e ne ho visti allattare tanti di bambini. E` uno degli spettacoli più dolci del mondo ed è certo che per quanto mi riguarda la signora avrebbe potuto benissimo farlo dov`era, se non le avesse dato fastidio il passaggio. Purtroppo lei mi ha chiesto una sala “appartata“ e io non ne avevo».
L`equivoco, precisa poi il direttore, nascerebbe proprio da quella parola. «Mia moglie – insiste Giacomo – aveva visto infatti un locale con un solo tavolo occupato. Potevano permetterci di restare lì, ci saremmo messi di spalle e non avremmo certo dato fastidio».
«Ma certo – replica il direttore – Il problema è che di lì a poco sarebbe arrivato un gruppo di sedicipersone, tra cui una decina di bambini, che avrebbe occupato la sala. Io, purtroppo, di sale libere non ne avevo. Ho solo spiegato questo».
Insomma, la vicenda non sembra di quelle destinate ad avere un pesante strascico legale. L`impressione, evidente, è che ancora una volta un equivoco, con tanto di coda in Procura, potrebbe essere nato dal fatto che le persone non si sono parlate abbastanza.
Una circostanza sempre più comune, specie nella metropoli. Anziché cercare di capire le ragioni dell`altro, si passa al conflitto. Una parola genera l`incomprensione. Una parola in più, forse, avrebbe potuto dissolverla in una bolla di sapone.

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