11 Giugno 2002

Zona Mostre: «Il Comune ha violato ogni norma urbanistica»


CIVITANOVA ? Il Codacons ha inoltrato al Tar Marche il suo terzo ricorso contro la ?Zona Mostre“ e le sue varianti.
«Ci troviamo ancora una volta di fronte all?inconcepibile gestione del territorio civitanovese da parte di un?Amministrazione che, pur di dire di sì ai poteri forti, compromette la tutela del territorio nel punto più nevralgico della città, interessato dalla fascia di tutela dei pozzi di acqua potabile dell?acquedotto ? dice Roberto Gaetani, presidente del Codacons Marche ? La Asl 8 aveva condizionato il suo parere alla realizzazione di una strada a quattro corsie, più una di emergenza, di fatto ignorata dall?Amministrazione comunale. Il Prg ?Secchi“ adottato nel ?99 prevedeva una massa boscata larga 60 metri lungo tutto il confine dal ciglio dell?autostrada quale filtro dalle polveri e dai rumori ma il Comune, violamdo le obbligatorie misure di salvaguardia, l?ha vanificata autorizzando parcheggi privati e parcheggi pubblici sul tetto, a servizio di grosse strutture di vendita non autorizzabili prima che il Comune predisponga una nuova variante al Prg per localizzare le strutture all?ingrosso e quelle commerciali di grande superficie di vendita. E? stata soprattutto ignorata l?osservazione che il consiglio comunale aveva accolto al Codacons per il recupero degli ?spazi pubblici“ mancanti a ridosso delle cinque strutture commerciali autorizzate nel 1978, ma il ?responsabile del procedimento“ ha ignorato tale prescrizione firmando in tutta fretta la convenzione di lottizzazione, benché fosse stato approvato nel frattempo il secondo Prg che modificava i termini di intervento nella ?Zona Mostre“. Il Comune ha violato ogni norma urbanistica possibile e immaginabile tradendo il principio di correttezza che deve sussistere tra amministratori e cittadini. Fatti del genere evidenziano sempre più i limiti delle recenti innovazioni legislative che hanno assegnato ai Comuni, senza più controlli di Provincia e Regione, rilevanti atti di gestione territoriale, congegnati dagli amministratori in piena illegalità e violazione dei diritti delle associazioni di tutela ambientale, imponendo il principio del ?fatto compiuto“. Sarebbe il caso che su situazioni del genere la Provincia si decida a intervenire, cogliendo anche l?occasione della gestazione della nuova legge urbanistica regionale per introdurre gli opportuni correttivi per ovviare ad abusi del genere, inconcepibili per una vera tutela del territorio».

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