9 Giugno 2002

LA REAZIONE DEL CODACONS



«Violazioni della Costituzione». Il Codacons bolla così l?aliquota Ici napoletana, la più alta d?Italia. «C?è disparita di trattamento da cittadino a cittadino – spiega Giuseppe Ursini, segretario napoletano dell?associazione dei consumatori – e senza voler scomodare il Nord, dove l?Ici è molto più bassa».
Quindi, se l?aliquota è illegittima si può presentare ricorso?
«Sicuramente, perchè c?è una violazione delle norme costituzionali. Non è giusto che solo perchè si vive a Napoli si debba pagare di più».
Il Comune parla di furbi che non pagano le tasse.
«E per questo bisogna penalizzare i contribuenti onesti? La verità è che un?aliquota così alta non è legittimata nè dalla divisione di zona, nè dalla realtà napoletana. E non è logico alzare così i tributi perchè si presume che le tasse non vengano pagate».
Intanto da quest?anno sono partiti gli accertamenti.
«E sono in ritardo. Il Comune ha tutti i mezzi per farli, ma tra una cattiva organizzazione e un?errata determinazione saltano gli accertamenti, e si creano delle situazioni eccessivamente penalizzanti».
Del tipo?
«Per esempio quello che accade per la Tarsu, la tassa sui rifiuti. Per anni non vengono fatti gli accertamenti e poi il cittadino a un certo punto è costretto a pagare tutto insieme all?improvviso, compresi gli interessi. E sono somme enormi».
La soluzione?
«Per i pagamenti periodici abbassare la prescrizione massimo a un biennio».

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