6 Giugno 2002

Le ceneri non tornano, colpa di un certificato

La storia di un giovane morto in Inghilterra e di un plico perso da venti giorni

Le ceneri non tornano, colpa di un certificato


PERUGIA – Il vuoto per la scomparsa del nipote è stato ben presto occupato dall`insofferenza di fronte alla burocrazia. É la storia di una famiglia di Umbertide che, dopo aver affrontato il dolore della morte, si è ben presto trovata a lottare per ottenere l`espatrio delle ceneri del proprio caro. Il ragazzo, deceduto a Oxford intorno alla metà di maggio, è stato cremato e la famiglia ha chiesto che l`urna venisse rimpatriata per essere tumulata ad Umbertide, paese natale del giovane. Per evitare ulteriori disagi ai genitori, sono stati gli zii ad occuparsi delle formalità e a contattare le autorità di britanniche. Le quali, il 18 maggio, hanno chiesto alla famiglia di inviare un documento necessario al rimpatrio delle ceneri.
Di quel documento però si sono perse le tracce e la famiglia, dopo 20 giorni, sta ancora aspettando una risposta dalle autorità inglesi che dichiarano di non aver ricevuto il plico. A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che i parenti del giovane, avendo capito male la richiesta per problemi di lingua, hanno spedito l`originale di questo documento. Per questo è ancora più importante che quella busta salti fuori.
Da quanto si è scoperto, risulta che la sera delle spedizione, il 18 maggio, quel documento si trovava a Fiumicino. Non si sa invece cosa sia successo dopo, né chi sia responsabile di una simile “sparizione“. Per accelerare i tempi, la famiglia, che ha interessato del caso il Codacons Umbria, aveva utilizzato il sistema “Express mail service“, un metodo sicuro e veloce per consegnare pacchi e corrispondenza in tutta Europa. Quella busta, però, è sparita nel nulla. Con tutto il bagaglio di conseguenze che rischia di portarsi dietro.

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