Codacons: «E? una vergogna nazionale»
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fonte:
- Il Piccolo
Adorni: «Tra i corridori la bomba è sempre esistita»
Ma il Codacons chiede ai magistrati di fermare la gara: «E? una vergogna nazionale»
VARAZZE. La tappa del giorno passa quasi inosservata. All?arrivo cerchiamo un vecchio ciclista, di quelli dell?epoca d?oro, ma non riusciamo a trovarne di età imperiale.
Ci accontentiamo… di Vittorio Adorni, che vecchietto non è ma è stato campione del mondo in un?epoca in cui Gimondi veniva additato come suo successore e appena più indietro c?erano Van Loi e Gaul. «Il doping – ammette – nel ciclismo c?è sempre stato. Si chiamava bomba e se ne faceva largo uso. Certo, non i prodotti di oggi, ma…. La differenza tra allora e adesso sta innanzitutto nel fatto che allora non c?era l?antidoping. Il ciclismo è molto esposto, ma anche gli altri sport non scherzano. Solo che sono molto più protetti. Ad esempio, nel calcio si sono viste grandi bufere e piccole condanne. Ma il calcio finanzia, attraverso i concorsi, molti altri sport. Eccola qui la chiave di lettura».
Mario Scirea è il corridore più anziano tra quelli in gara. Il suo parere è perentorio: «E? ora di darci un taglio: ci stiamo facendo del male da soli. La gente parla di noi, genericamente, come di dopati e non come di atleti. Che voglia può venire a un genitore di avviare suo figlio al ciclismo? Rischiamo la morte per mancanza di base e di credibilità».
Uno tra i più giovani e bravi del gruppo è invece Franco Pellizzotti. Il biondino di Bibione, dopo averci fatti sognare nela tappa di Limone Piemonte, ora ha poca voglia di trarre conclusioni: «Sono cose brutte, in questo momento l?Italia ci sta guardando male. Non me la sento di dire chi ha ragione e chi ha torto, so solo che questo è un giorno molto brutto. Si parla della maglia rosa, mica dell?ultimo in classifica».
L?abruzzese Stefano Giuliani, direttore sportivo della Formaggi Trentini, ex corridore, fotografa così la situazione. «Stiamo tentando il suicidio e stiamo facendo di tutto perchè questa diventi un?onda inarginabile. Ricette magiche, però, non ce ne sono: siamo esposti a tutto. Quando scopri di avere un corridore dopato, lo lasci a casa. L?anno dopo vai a cercare i giovani, ma a cosa serve, se già dalle categorie inferiori ti arrivano scaltri in doping?. Qui si rischia di chidere baracca, con gli sponsor bisogna piangere mille fazzoletti per convincere chi ha i soldi a metterli nel nostro sport. E la gente per strada ormai scrive di tutto, i corridori vengono guardati male. Sta andando tutto a scatafascio».
Passano i pochi uomini rimasti alla Panaria, che ormai è nota più per le manette a Varriale e Chesini che per il fatto di scoprire ogni anno dei talenti. Passa Sgambelluri, che è partito anche lui – come la maglia rosa, ma nell?alta classifica Roby non c?è – sub judice in attesa di contronalisi.
Il patron del Giro, l?avvocato Castellano, convoca tutti per una conferenza stampa post-gara. Intanto Frigo, che al mattino era caduto dalle nuvole, ribadisce: «Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi, esattamente com?è successo a me lo scorso anno. Ma il ciclismo difficilmente riuscirà a liberarsi dell?incubo doping. Non riesco a capire come potrà succedere».
«Sequestrare e bloccare» il Giro d`Italia. E? questa invece la richiesta che fa il Codacons al Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello. «La manifestazione – sostiene in un comunicato il coordinamento di associazioni per la tutela dell`ambiente e dei diritti degli utenti – è diventata ormai diseducativa per tutti, ma soprattutto per quei giovani che intendono avvicinarsi al ciclismo. La causa di tutto, ovviamente, è il doping e l`uso che i corridori fanno di sostanze vietate dai regolamenti».
«Ma non solo. Le troppe violazioni delle norme a tutela della salute e le notizie che trapelano fanno del Giro d`Italia una vera e propria vergogna per il nostro paese, infangando l`onore dell`Italia».
Per questo, «alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno caratterizzato il Giro d`Italia di ciclismo con l`arresto di un corridore e le confessioni sul doping e dopo gli eventi similari dello scorso anno, il Codacons chiede ufficialmente al Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello di porre sotto sequestro il Giro d`Italia e bloccare la prosecuzione della gara».
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