7 Maggio 2002

«Pubblici esercizi, si revochi l`ordinanza»

Marco Povero, vice presidente della Confesercenti, prende posizione sulla delicata questione

«Pubblici esercizi, si revochi l`ordinanza»



«Le nuove licenze per i pubblici esercizi? La cosa più saggia sarebbe quella di ritirare l`ordinanza». Marco Povero, vice presidente della Confesercenti, torna nuovamente sulla delicata questione, che tante prese di posizione sta suscitando tra le organizzazioni di categoria.
«E` veramente strano – sottolinea – che dopo le eccezioni e le perplessità sollevate dalle associazioni nella fase della concertazione, il sindaco e l`assessore De Leo emettano un`ordinanza giustificandola con l`approvazione da parte delle associazioni stesse. E` vero che all`atto della presentazione del lavoro svolto, tutti, all`unanimità, avemmo un orientamento positivo; ma, ed è qui il punto determinante, tutti – ad eccezione del Codacons – fummo critici sia sul numero di licenze rilasciabili, sia sulla paventata “sanatoria“ dei Circoli privati, sia sui parametri usati nel calcolare le nuove autorizzazioni. Questi sono i fatti, e sfido l`assessore a dire il contrario».
Povero, dunque, spiega che non si può spacciare per accordo un attestato di stima per aver affrontato un problema che da vari anni le associazioni richiedevano. «Anche noi siamo per un ampliamento delle autorizzazioni – continua – che tengano presente i nuovi flussi turistici e la nuova ed accresciuta popolazione universitaria; ma vogliamo uno sviluppo equilibrato, che tuteli l`esistente. In questo senso, una limitazione delle licenze con individuazioni di sub aree per le zone periferiche e la preservazione della 1° e 2° zona, già abbondantemente servite. Inoltre, non vanno date false aspettative ai nuovi imprenditori, dato che l`esistente fatica a stare sul mercato».
Poi aggiunge che è vero che lui stesso aveva proposto un ampliamento di poche unità, «dieci per l`esattezza (di cui 5 per ristoranti e 5 per bar) nel centro storico ed un po` di più nella zona 2; quindi non le 25 e le 40 messe a disposizione. Ma anche questo allargamento previa l`individuazione di sub aree da rivitalizzare». Il vice presidente della Confesercenti, pertanto, spiega che se l`individuazione delle micro aree non c`è stata, è ovvio che non si possa correre il rischio di ingolfare zona già abbondantemente servite. «A questo punto – conclude Povero – la cosa più saggia sarebbe di ritirare l`ordinanza, immettere nel piano dati esatti e non sballati e rimodulare un numero più congruo di autorizzazioni. Questo darebbe un senso anche alla cosiddetta concertazione, parola usata abbondantemente dai vari assessori della giunta Poli, ma che alla fine risulta svuotata del suo significato».

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