La sensazione che i soldi non valgano più nulla
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fonte:
- La Stampa
L`inflazione viaggia a un ritmo decisamente più sostenuto di quanto non ci dicano le statistiche. Se ne accorgono le casalinghe che fanno la spesa e i giovani in giro per i pub: aumenta tutto, dal pane alla birra. Basta un giro nei negozi per farsi passare l`idea di rinnovare il guardaroba estivo. Per non parlare poi dei ristoranti, dove gli aumenti sono su valori del 20-30%. E c`è il preoccupante sospetto che gli aumenti non siano solo conseguenza dell`introduzione dell`euro ma che fosse tutto previsto nel senso che gli aumenti dovevano rapppresentare la compensazione al crollo dei consumi seguente la crisi dell´11 settembre, ma in atto già da prima. Intanto si assiste impotenti alla graduale ma inesorabile attuazione della parità forzosa, sul modello sudamericano, tra lira ed euro, nel senso che quello che costava mille lire si avvicina a grandi passi a costare 1 euro, vale a dire il doppio. Si avverte la sensazione, ma è più di una sensazione, che i soldi non valgano più nulla: ci si mette in tasca una banconota da 10 euro e dopo un po` ci sono solo monetine estremamente volatili. Sembra perfino impossibile trovare non solo un responsabile ma qualcuno con cui reclamare. Da parte sua, infatti, lo Stato pare abbia rinunciato a qualsiasi tentativo di contenimento dei prezzi, delegando tutto a alla presunta autoregolamntazione del mercato, e dei mercanti. Bontà loro insomma. Non è certo un caso se il 70% degli italiani, secondo una recentissima indagine del Codacons, rivorrebbe la lira. Chissà cosa succederebbe se si facesse oggi il referendum sull`euro, inspiegabilmente mai preso in considerazione, o peggio se qualcuno si presentasse alle prossime elezioni con la promessa, come in Francia, di ristampare le vecchie banconote.
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