3 Maggio 2002

Euro: dopo quattro mesi molti rivorrebbero la lira

ROMA – L?euro è la nostra moneta da quattro mesi, ma il settanta per cento degli italiani se potesse tornerebbe volentieri alla vecchia lira: e non per sciovinismo o per antieuropeismo, bensì per motivi psicologici e pratici. Il dato, preoccupante soprattutto per chi ha organizzato e condotto la campagna propedeutica alla introduzione per la nuova moneta, è stato diffuso dal Codacons, una delle maggiori organizzazioni per la tutela dei consumatori, in seguito a una ricerca compiuta presso i suoi iscritti e interpellando 15 bar e 20 esercizi pubblici scelti in tutta Italia: va quindi accettato con il beneficio dell?inventario, anche se cerca di tradurre in cifre sensazioni molto diffuse, testimoniate anche attraverso le lettere ai giornali. Stando alle percentuali il 35 per cento degli italiani ancora si confonde nel fare i conti, il 90 per cento continua a «ragionare in lire»; l?80 per cento è convinto di spendere di più rispetto a quando c?era ancora la lira. I motivi psicologici della resistenza all?euro riguardano le banconote, più che le monete. Di fronte alle grandi cifre l?italiano medio non si rassegna a effettuare la preliminare divisione per due. Per fare un facile esempio il risparmiatore che aveva un conto in banca di 10 milioni, vedendo che questo è «ridotto» a 5mila euro non bada tanto – come sarebbe ovvio – agli zero che sono diminuiti, ma alla divisione da 10 a 5. È una psicosi diffusa, che ha già un nome: «Psicosi del dimezzamento». La difficoltà pratica maggiore sta negli spiccioli. Intanto si tratta di un?abitudine nuova, che va considerata tale anche per chi ha conosciuto i vecchi centesimi di lira, perché sono passati molti anni, e con gli anni è peggiorata pure la vista, che i centesimi di euro (specialmente le monetine da 5, 2 e 1) mettono a dura prova. La maggior parte degli anziani trova grande difficoltà nel distinguere i 2 centesimi dall?un centesimo. Una catena di supermercati ha preso il toro per le corna eliminando dai propri prezzi le frazioni inferiori ai 5 centesimi, e assicura di averlo fatto al ribasso, cioè a beneficio del cliente. Il problema comunque esiste, e non contribuisce alla popolarità della nuova moneta europea. Le resistenze aumentano in rapporto agli anni di età: i ragazzini si sono adattati agevolmente, gli anziani sono prevalentemente ancora disorientati. Al punto che la «truffa al vecchietto» ad opera di apparentemente disinteressati cambiavalute abusivi ha indotto le banche ad affiggere appositi avvisi per i loro clienti più avanti negli anni. Il Codecon, ritiene che il principale colpevole del disorientamento da euro sia il Comitato nazionale euro presieduto da Del Bufalo, che avrebbe dovuto rendere facile il change over. «Sono trascorsi ben 4 mesi dall?entrata in vigore della nuova moneta – spiega il Codacons -. Passati i primi imbarazzi iniziali che, nonostante fossero prevedibili, hanno causato grandi disagi agli italiani a causa dell?impreparazione e della disorganizzazione di uffici vari, enti ed istituti, ma soprattutto a causa di arrotondamenti praticati dagli avidi commercianti e dallo Stato».

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