3 Maggio 2002

«Ma a quel brivido non rinunceremo mai»

«Ma a quel brivido
non rinunceremo mai»

ARRONE (Terni) ? Quel brivido che corre lungo la schiena. Quella sensazione che ti travolge quando precipiti giù. Quell`attrazione fatale per uno dei più antichi sogni dell`uomo: volare. Chi ha provato il Bungee Jumping non ha dubbi. E` un`emozione troppo forte, una sensazione che ti resta nelle viscere e che non dimenticherai mai più.

Il brivido

«La curiosità ? racconta Marco Orlandi, trentadue anni, ternano, che ha conosciuto il brivido del volo dal Ponte Canale ? mi ha spinto a provare il Bungee Jumping. E` una cosa che senti dentro e che non si riesce a spiegare. Non è una sfida verso qualcosa o qualcuno. E` molto di più: un`attrazione a cui non è possibile resistere». Così Marco ha deciso di buttarsi giù, di provare quel brivido lungo la schiena. E non ci ha pensato neanche tanto.

Le diverse fasi

«Una settimana dopo che ha aperto la struttura ? racconta ancora ? mi sono lanciato. L`ho pensato e l`ho fatto. E` stata un`emozione meravigliosa e travolgente. Soprattutto nella prima parte, quando hai davvero la sensazione di volare, anzi voli sul serio… Prima del ritorno della corda, insomma. Ero tranquillo ? spiega ? perché erano garantite tutte le condizioni di sicurezza e gli istruttori mi avevano spiegato con precisione come comportarmi». Di quell`esperienza Marco ha una videocassetta: «Ogni tanto la riguardo e mi piace molto. E` un ricordo straordinario». Ma oggi lo rifarebbe? «Non so che dire. Certo ? sottolinea Marco ? non è giusto pensarci adesso, dopo questa tragedia. E` difficile, ora, avere una qualche idea al riguardo». E se ci sono centinaia di italiani che a quell`istinto non sanno resistere, c`è anche chi considera il Bungee Jumping come «lo sfogo di aspiranti suicidi». E` il Codacons, organismo che ha chiesto di vietarlo in Italia. L`associazione dei consumatori chiede alla magistratura ternana di «indagare per concorso in omicidio colposo». Un esposto che va proprio in questa direzione è stato inviato alla procura di Terni. Secondo il Codacons nell`incidente che è costato la vita ai due giovani si prefigura «una responsabilità penale nei confronti di chi non ha assicurato la validità e la sicurezza delle attrezzature». L`associazione chiede di vietare ogni forma di jumping. Mentre l`assessore allo sport della Provincia di Terni, Paolo Quintiliani, chiede di mettere un limite, una sorta di «soglia di garanzia e sicurezza», evitando che la Valnerina, terra che ospita diversi sport «estremi», venga considerata come una sorta di meta del rischio.

Il diritto

«Le discipline estreme o emozionali ? afferma l`assessore ? hanno sì il diritto di essere praticate, seppure con la garanzia della massima sicurezza, ma su di esse deve essere posto il vincolo dell`accesso agli appassionati competenti, specializzati ed esperti, che ne conoscano cioè i reali pericoli e sappiano anticipatamente ridurre i rischi».

Luna park

L`assessore Quintiliani auspica un impegno per trasmerre l`idea «di una Valnerina come modello turistico e culturale di itinerari escursionisti e naturalistici, che legano in modo sano lo sport e l`ambiente con il turismo verde e didattico. Insomma ? conclude l`amministratore ternano ? emozioni per un insieme di colori e sapori ineguagliabili, che fanno di questa valle una delle più affascinanti della verde Umbria e non un luna park».

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