Distributori chiusi, automobilisti in panne
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fonte:
- Il Mattino
Benzinai contro consumatori. Salerno si divide tra chi lamenta e chi benedice la liberalizzazione del settore dei carburanti. Lo sciopero scattato dalle 19 di ieri sera e destinato a durare fino alle 6 di giovedì prossimo fa discutere chi è costretto a fare file chilometriche per poter fare un pieno e chi non è più disposto a sopportare "una situazione ormai insostenibile". Fermo restando la garanzia dei servizi minimi e di emergenza, i gestori delle pompe di benzina cittadine hanno totalmente aderito alla protesta che vedrà con le braccia incrociate gli operatori per 48 ore. Pompe di benzina prese d’assalto, dunque, tanto che alcuni gestori sono stati costretti a chiudere in anticipo a causa dell’esaurimento delle proprie scorte. Da un lato ci sono i benzinai che per l’ennesima volta pongono sul tavolo una lunga serie di problemi con cui da anni devono fare i conti e dall’altro chi quotidianamente sborsa sempre più quattrini per potersi rifornire di un bene ormai primario quale è il carburante. A sentire i gestori infatti "non c’è più discussione da fare perché è assurdo che ci costringano a sopportare una concorrenza tanto sleale". A parlare è il responsabile provinciale della Fegica, l’associazione di categoria Raffaele Pierro: "Abbiamo aderito volentieri alla sciopero e saremmo pronti a ripetere in qualunque momento questa forma di protesta perché siamo stanchi. I consumatori devono sapere che il nostro margine sul prezzo del carburante è solo di 35 millesimi e la liberalizzazione va anche bene, ma a patto che il governo sia effettivamente disposto a favorire i consumatori e non le lobby della grande distribuzione e dei petrolieri. Credo che si sia voluta innescare una guerra tra poveri che lascerà sul campo tante teste, ma alla fine chi ci rimetterà saranno sempre gli utenti. E poi vorrei sapere che senso ha creare delle aree di servizio che praticano prezzi inferiori rispetto a quelli dei distributori delle città e delle autostrade". Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio Vitolo, gestore di una pompa di benzina ubicata all’altezza del civico 104 di via Torrione: "Da anni ripetiamo le stesse cose, ma nessuno ci ascolta. Abbiamo chiuso volentieri, siamo contenti e speriamo che serva". Dai consumatori, invece, "la liberalizzazione è ben vista perché ci dovrebbe favorisce". Ne è convinto Lello Sepe, responsabile provinciale dell’Adoc, che afferma "Abbattiamo le lobby e diamo ai cittadini la possibilità di scegliere prezzi competitivi e convenienti", così come Raffaella d’Angelo ed Enrico Marchetti, rispettivamente responsabile dell’ufficio legale e presidente regionale del Codacons: "Non soltanto sarebbe il caso che finalmente i prezzi vengano esposti per consentire ai consumatori una reale scelta ma soprattutto che non vengano più praticate quelle differenziazioni truffaldine tra i cartelli e le macchinette all’interno delle pompe di benzina. Possiamo essere anche d’accordo sui costi diversi da distributore a distributore, ma imbrogliare le persone non è corretto. Del resto, bisognerebbe avviare una politica dei trasporti più efficiente in modo che si usino meno le auto e si spenda meno in carburante". Soddisfatti gli automobilisti. "Pare che il governo ci metta finalmente in condizioni di scegliere prezzi più bassi e maggiori impianti, ma credo che l’inganno ci sia comunque – sottolineano Dino Raimondo e Maddalena Naddeo – certo è che siamo stanchi di farci spellare vivi".
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