25 Aprile 2002

La Confesercenti lancia il referendum

BRACCIO DI FERRO


La Confesercenti lancia il referendum


Un referendum per dare la parola ai diretti interessati, quindi ai commercianti. Ecco l`iniziativa che lancia la Confesercenti di Ostia all`indomani della decisione del Campidoglio di non accordare la deroga per le aperture dei negozi per oggi e il 1° maggio, due giorni festivi in mezzo ai ?ponti“ che il calendario propone per questo fine aprile.
«Era un`iniziativa già in cantiere – sottolinea Ginetto Pugliè, vicepresidente della Confesercenti di Ostia – ma ora è venuto il momento di metterla in atto. Per noi esercenti l`apertura festiva è una necessità. Per Ostia e per il suo turismo dovrebbe essere un interesse da tutelare. L`intento è quello di comprendere, proprio servendosi dello strumento della consultazione popolare, di quanta forza disponiamo per mandare avanti questa nostra battaglia. Dobbiamo conoscere il numero esatto dei negozianti che, nero su bianco, accetterebbero di rimanere aperti nei giorni di festa».
Il braccio di ferro dunque non accenna a scemare. Ma c?è anche la volontà della categoria di organizzarsi in modo tale da non trovarsi poi in pochi ad alzare le saracinesche. «Ad Ostia è necessario – prosegue Pugliè – lavorare per sviluppare una cultura del commercio nei giorni festivi, come dovrebbe essere per ogni cittadina turistica. Con il risultato di questo referendum puntiamo a divenire un`entità ancor più visibile. E così proseguire a lottare per quello che è il nostro diritto a scegliere quando far funzionare le nostre attività. Le aperture festive fra l?altro potrebbero consentirci la possibilità di dare inizio ad iniziative, come quella dello shopping bus, di servizio per i cittadini, rendendo nel contempo Ostia più vivibile».
Al malumore generale si uniscono anche le associazioni che rappresentano i consumatori. «Il turismo – dichiara Andrea Mannucci, presidente del Codacons di Ostia – è la linfa vitale di Ostia. Molti saranno i cittadini, e potenziali consumatori, che per il 25 aprile e per il 1° maggio rimarranno delusi dalla mancata apertura dei negozi».

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