Crack argentino, troppi controllori
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fonte:
- Il Mattino
SONO 350 MILA GLI ITALIANI CON TITOLI A RISCHIO
Crack argentino, troppi controllori
Consob, Isvap, Bankitalia tutelano i risparmiatori?
C?è un caso emblematico di quanto siano fragili in Italia, come ha denunciato anche il presidente della Consob con l?ennesima relazione ispirata alle «grida di dolore», le tutele del piccolo risparmiatore: il triste destino dei possessori di obbligazioni argentine, per le quali sono state sospese le cedole dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza da parte del governo di Buenos Aires. Sorprende, innanzitutto, la proporzione del fenomeno. Gigantesca. Secondo le ultime rivelazioni dell?Abi, ci sono oltre 350 mila risparmiatori coinvolti nel crack, per una spesa pari ad almeno 14 miliardi di euro, circa 28 mila miliardi delle vecchie lire. Intendiamoci: chi acquista un?obbligazione argentina, con cedola alta, dovrebbe sapere che a un rendimento più alto corrisponde un rischio proporzionale. Dovrebbe, e qui è il punto. In realtà, le nostre banche sono ormai piene, in concorrenza con altri intermediari finanziari, di esperti che spesso con molta disinvoltura, e talvolta con una miscela di incompetenza e di malafede, indirizzano le scelte dei risparmiatori. La prima lezione del «crack argentino» è quindi di natura etica: bisognerà pure capire che cosa è avvenuto per coinvolgere 350 mila italiani in un drammatico tango argentino. È vero, come risulta da una serie di esposti presentati alla Consob, che molti risparmiatori non sono stati informati del grave rischio abbinato all?investimento? È vero, altre denunce, che in alcuni casi le banche hanno incentivato i clienti ad avventurarsi nella riffa dei bond argentini quando il Paese sudamericano era vicino all?insolvenza? Sono domande alle quali gli organi di vigilanza hanno il dovere di dare risposte.
E siamo alla seconda lezione: chi deve tutelare il risparmio dei cittadini secondo ciò che, tra l?altro, prevede l?articolo 47 della Costituzione. Al momento, ci sono tre titolari di questa funzione (Banca d?Italia, Consob e Isvap): tutti e nessuno. Forse è venuto il momento di mettere ordine, con poche e limpide norme, a una materia così incandescente, così integrata nel capitolo delle nuove garanzie da introdurre a difesa dei cittadini nel mondo (finanziario, in questo caso) globale.
E sono gli stessi cittadini, ecco la terza lezione del «crack argentino», che possono rafforzare la loro rete di legittima protezione. Reagendo e organizzandosi. Come è avvenuto per i bond sudamericani diventati quasi carta straccia. Si sono costituiti due comitati: uno formato da semplici possessori dei titoli; l?altro da quattro associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). Magari un solo comitato bastava, ma in Italia è sempre difficile fare le cose insieme.
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