Fumo, condanna per Telecom
-
fonte:
- la Repubblica
Fumo, condanna per Telecom
Telecom punita. Il giudice del lavoro del tribunale di Bari, Vincenzo Pio Baldi, ieri pomeriggio ha ordinato al colosso della telefonia di imporre il “divieto di fumo“ nei locali open space, al quindicesimo piano della sede barese, al quartiere Poggiofranco di Bari. La decisione del giudice arriva al termine di una causa, avviata contro la Telecom da una centralinista del servizio 187, la signora Maria Nicotra, non fumatrice, affetta da una patologia alla laringe e costretta a convivere nello stesso ambiente con una settantina di colleghi fumatori. La signora Nicotra, tramite i suoi legali, gli avvocati Alessandro Amato, Marco Ramadori e Vincenzo Masullo, aveva chiesto l`immediato trasferimento o il divieto di fumo in quella stanza.
La centralinista della Telecom, di 46 anni, soffre di laringocele (la formazione nella laringe di una sacca aerea), anche a causa del fumo passivo, da lei subito durante le ore di lavoro nell`open space.
Lo aveva confermato, in udienza, il consulente del giudice, il professor Ignazio Salonna, otorinolaringoiatra: lo specialista aveva spiegato che i sintomi della patologia potrebbero essere compatibili con la lunga permanenza della signora in un ambiente saturo di fumo. Dunque, ha concluso, sarebbe sconsigliabile per lei continuare a lavorare in quell`open space. Le colleghe di lavoro, poi, avevano confermato l`esistenza di una densa e nociva nube di fumo nell`ambiente di lavoro.
Alle reiterate richieste della signora Nicotra di essere trasferita in un`altra sede, o di vietare a tutti i colleghi il fumo, la Telecom ha risposto picche. Ma non solo, ha fatto di più: le ha comunicato che ogni qual volta fosse stata costretta ad assentarsi per problemi di salute, anche solo per un giorno, avrebbe dovuto poi esibire un certificato medico.
A quel punto, la signora ha contattato i legali del sito Internet www.articolo32.net, al quale fa capo un`associazione che si occupa della tutela del diritto alla salute. La sua vicenda è stata seguita anche dai legali del Codacons ed è diventata oggetto del ricorso d`urgenza al giudice Baldi, basato su alcuni principi giurisprudenziali: innanzitutto la sentenza 399 del `96 della Corte Costituzionale, con la quale si stabilisce che i datori di lavoro devono scongiurare i rischi derivanti alla salute dal cosiddetto “fumo passivo“.
C`è, poi, il decreto legislativo 626 del `94 e l`articolo 2087 del codice civile: entrambi obbligano il datore di lavoro ad intervenire a tutela dei lavoratori non fumatori. Non basta: ci sono i precedenti, come la sentenza 723 emessa dal Tar Lazio nel `97, che riconosce alla signora Sposetti, una ex dipendente del ministero della Pubblica istruzione, la pensione privilegiata proprio perché danneggiata dal fumo passivo. La signora, infatti, ne aveva riportato un carcinoma polmonare. Hanno poi fatto storia in Italia cause come quella contro la San Paolo di Torino, o come quella vinta da una dipendente della filiale di Aprilia della Banca di Roma.
I legali della signora Nicotra, che intanto stanno raccogliendo le proteste di alcuni lavoratori della Banca d`Italia e dei dipendenti amministrativi della Procura di Cagliari, si riservano di chiedere, per conto della signora Nicotra alla Telecom, il risarcimento dei danni finora subiti.
Oggi, però, si ritengono davvero soddisfatti della decisione del giudice barese: «Si tratta di una storica vittoria – hanno detto – nella lotta contro il fumo, una piena affermazione del principio statuito già in passato dalla Corte costituzionale, per cui solo il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente protetto».
Per gli avvocati dell`associazione “articolo 32“, quindi, «non si può parlare di “diritto di fumare“, ma solo di “libero comportamento“ che, quando si scontra con il primo deve cedere il passo». Certo è che la sentenza emessa ieri dal giudice Baldi riveste un`importanza più ampia, al di là del caso soggettivo: costituisce un precedente giuridico al quale d`ora in poi potrebbero appellarsi tutti coloro che si ritengono penalizzati dalla vicinanza, gomito a gomito, con quel collega fumatore che alla nuvoletta di fumo non vuole proprio rinunciare, neppure mentre lavora.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- FUMO
