Processo dura troppo, condannato Ministero
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Processo dura troppo, condannato Ministero
ROMA ? Cinque milioni di lire, più un altro milione relativo al pagamento di metà delle spese processuali. È la condanna inflitta al ministero della Giustizia dalla Corte d`appello di Roma (Sezione equa riparazione) che ha dato ragione a un cittadino vittima delle lungaggini giudiziarie per aver aspettato più di otto anni prima di vedersi riconosciuti i danni riportati in un incidente stradale avvenuto a Napoli. Soltanto nel 2001, infatti, è diventata definitiva la sua causa che era cominciata nel dicembre del `92. Nel motivare il provvedimento deciso a novembre e depositato in cancelleria nei giorni scorsi, i magistrati della Capitale hanno concordato sul fatto che il procedimento sia durato più del previsto: «È fuori di dubbio essersi trattato di una durata abnorme in considerazione dei parametri prescritti dalla Corte Internazionale, secondo cui devono tenersi presenti difficoltà della controversia, comportamento delle parti e del giudice; ciò porta a ritenere che trattandosi di fattispecie priva di qualsiasi problematica di complessa valutazione, una durata ragionevole possa essere determinata nella presente fattispecie in tre anni con conseguente eccedenza valutata in anni cinque». Scartata ogni valutazione sul danno patrimoniale «perché il ricorrente non ha fornito alcuna prova del nesso di causalità tra la durata eccessiva del processo ed il danno stesso subito» e perché il giudice onorario aggregato di Napoli (cui erano stati trasmessi gli atti dal tribunale) aveva già riconosciuto alla vittima dell`incidente quasi 371 milioni di lire, la Corte d`appello di Roma, soffermandosi sul danno morale, ha affermato che «il fatto stesso che la procedura si sia prolungata in modo abnorme, procura a ogni persona normale turbamenti, delusioni e fastidi». Da qui il calcolo del risarcimento pari a un milione di lire per ogni anno di eccedenza per un totale di cinque milioni. «È chiaro che la somma non ci soddisfa ? ha commentato l`avvocato Giuseppe Ursini che, nella veste di vicepresidente del Codacons, ha promosso la causa contro il dicastero di via Arenula ? perché è piuttosto irrisoria. La solita legge di comodo consente allo Stato di avocare a sé questo tipo di cause di equa riparazione, per evitare all`Italia l`ennesima figuraccia all`estero davanti alla Corte di Strasburgo».
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