Quell`antenna davanti casa
-
fonte:
- il Tirreno
Via Maneto, esposto contro il ripetitore Tim
Un abitante esasperato scrive alle autorità e a «Striscia la notizia» «La legge è chiara, basta coi rinvii»
MONSUMMANO. Ci sono scuole, strutture sanitarie e tante abitazioni intorno a via Maneto, ma c`è anche un ripetitore, un`antenna che la Tim non ha alcuna intenzione di spostare. Il Comune è riuscito a trovare accordi con tutte le compagnie sulla collocazione dei ripetitori; con tutte tranne che con una: la Tim appunto. La sua è stata la prima antenna per telefonini a essere montata in città, ma è anche quella che più di altre si trova a ridosso di un`area sensibile.
Una situazione ormai insopportabile per i residenti. E da uno di loro è partito ieri un esposto, una lettera denuncia inviata a questura, carabinieri, Arpat e Asl, Codacons, sindaco, capigruppo consiliari, presidente della Regione, primo circolo scolastico (che ha tre plessi in zona), Tim e organi di informazione (tra cui «Striscia la notizia»). A scriverla è stato Roberto Bechini, la cui finestra di camera da letto si affaccia sul ripetitore: «Segnalo che in un`area ristretta al sito dove sono installate le antenne c`è anche il pronto soccorso della Croce rossa, il Comune, due scuole elementari e una materna». Dopo aver elencato i rischi per la salute e la recente legge della Regione (che vieta l`installazione di antenne in aree sensibili), Bechini rammenta il sopralluogo che fu fatto dall`Arpat: «Rilievi eseguiti con uno strumento analogico risultato inadatto, l`indice segnava sempre zero. L`Arpat si giustificò dicendo che quello strumento non era adatto a rilevare emissioni inferiori ai 20 Volt/metro. Si ricorda che il limite massimo dell`attuale legge è 0,5 V/m. Misure del tutto inutili, dunque. Così qualche tempo dopo, a spese dei residenti, abbiamo ripetuto le misurazioni con un tecnico specializzato con strumenti di omologazione ministeriale. Ebbene, benché il controllo sia stato fatto in ore di calma sul traffico cellulare, è risultato che le emissioni superavano da 5 a 10 volte l`attuale limite di legge». Da qui l`ordinanza emessa dall`allora sindaco Venier sulle distanze minime delle antenne dalle abitazioni, e il successivo ricorso al Tar delle compagnie telefoniche: «Il Tar respinse il ricorso di Wind, mentre per quello della Tim non ci sono notizie (da quasi 3 anni). Intanto con queste pastoie burocratiche le antenne sono ancora lì, brutta immagine di un degrado incontrollato, incontrastato e forse un po` dimenticato; tanto che importa, l`elettrosmog non si vede, non fa cattivo odore e farà sentire le sue conseguenze tra 10 o 20 anni. Io non sono più disposto ad accettare il gioco del perditempo. La salute, non è un luogo comune, è la cosa più importante (…) ebbene, il popolo inquinato ha detto basta. Fuori subito la Tim da via Maneto». (l.s.)
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ELETTROSMOG
-
Tags: antemme, Antenna, arpat, asl, carabinieri, ripetitore
