19 Marzo 2002

Banca finita sul bollettino dei protesti

Pordenone

Il primo caso in Italia di una banca finita sul bollettino dei protesti


Pordenone

Il primo caso in Italia di una banca finita sul bollettino dei protesti e denunciata per l`ipotesi d`accusa di “appropriazione indebita“ sarà raccontato domani sera agli italiani nel corso della trasmissione “Mi manda Rai 3“, condotta da Piero Marrazzo. «L`istituto di credito in questione – spiega l`avvocato pordenonese Vitto Claut, che è anche referente regionale del Codacons – è la filiale di Udine della Banca popolare di Novara, finita lo scorso mese di novembre sul registro informatico dei protesti, redatto dalla Camera di commercio, a seguito dello spiacevole episodio occorso al mio cliente Dino Agosto, di Udine, consulente aziendale anche nel Pordenonese».


Il 2 ottobre del 2001, racconta lo stesso Agosto, che domani sera sarà ospite assieme al legale alla puntata di Manda Rai 3, «un mio cliente mi ha pagato 3 milioni con un assegno circolare non trasferibile della Banca popolare di Novara. Per incassarlo mi sono recato nella sede della stessa banca alla quale apparteneva l`assegno, ma non hanno voluto cambiarmelo, nonostante avessi esibito più documenti. Il motivo?Non mi conoscevano e dovevano rispettare la normativa anti-riciclaggio. Il giorno successivo sono ritornato con un carabiniere, affinché assistesse a quanto mi veniva negato, ma non è bastato. Sicché nel pomeriggio sono ritornato in banca con un notaio, il quale ha proceduto al protesto. Poi mi sono rivolto all`avvocato, che ha fatto un atto di precetto nei confronti della banca e anche inoltrato una denuncia penale a carico dei suoi legali rappresentanti per “appropriazione indebita“. Lo scorso mese di febbraio l`ufficiale giudiziario ha notificato alla filiale l`atto di pignoramento e finalmente, dopo quasi 5 mesi, la banca mi ha pagato l`assegno più gli interessi e le spese. Questo non ha però compensato il sopruso di cui ritengo di essere rimasto vittima e, pertanto – ha concluso Agosto – andrò avanti con la causa penale».

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