SANITÀ: Sentenza dell?Antitrust
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fonte:
- Il Gazzettino
La concorrenza entra in farmacia
Multati anche i titolari veneziani
Farmacisti «bocciati» in materia di libero mercato. È il senso della condanna inflitta dall`Autorità antitrust alla Federazione degli ordini professionali, a Federfarma, a due unioni regionali e 17 associazioni provinciali di titolari di farmacia, fra le quali quella veneziana, per una serie di provvedimenti che avrebbero limitato la libera concorrenza in materia. La decisione, che risale al 14 febbraio scorso, ha portato l`Autorità garante della concorrenza e del mercato a comminare una multa complessiva di centomila euro (circa duecento milioni di lire); modesta, nel complesso, la quota a carico dell`Associazione dei titolari di farmacia della provincia di Venezia, che in base al provvedimento dovranno sborsare 753 euro.
La decisione, che rimane comunque appellabile al Tar, riguarda una serie di provvedimenti presi dal 1994 in poi dall`associazione che raggruppa 204 titolari di farmacie della provincia di Venezia. Le circolari giudicate irregolari dall`Antitrust facevano riferimento a prezzi controllati a livello provinciale per alcuni prodotti farmaceutici, con l`indicazioni di tariffe minime inderogabili, ma anche al divieto per i farmacisti di adottare «carte fedeltà» con sconti per i clienti, che un consorzio di titolari aveva già deciso di adottare. A livello nazionale, l`istruttoria dell`Antitrust ha condannato altri provvedimenti, come quelli che impedivano alle farmacie di fare pubblicità o di consegnare i farmaci a domicilio. Un pratica, quest`ultima, che in provincia i farmacisti hanno però promosso, in accordo con le aziende sanitarie locali di Chioggia, e successivamente del Veneto orientale e di Venezia, per aiutare le persone con particolari problemi di salute e di mobilità.
Per l`Antitrust, la peculiarità del settore farmaceutico, con i prezzi imposti per i farmaci, la pianta organica e i limiti agli orari, la pubblicità e gli sconti sui prodotti parafarmaceutici «costituiscono le principali leve concorrenziali che residuano ai farmacisti». Una decisione destinata a sollevare polemiche, e che per ora ha suscitato il plauso del Codacons. Per l`associazione di consumatori, i farmacisti «con il loro comportamento, hanno arrecato danno ai consumatori, in particolare alla categoria più debole, quella dei malati».
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