11 Marzo 2002

Visita ufficiale di Scajola e D`Alì, incontri anche coi sopravvissuti







AGRIGENTO. (ab) I riflettori sul naufragio con 12 superstisti ed oltre 50 morti lasciano Lampedusa. Si riaccenderanno oggi pomeriggio prima a Mazara e poi a Porto Empedocle dove sono attesi il ministro degli Interni, Claudio Scajola, e il sottosegretario Antonio D`Alì. Prima di raggiungere la prefettura i rappresentanti del governo incontreranno i sopravvissuti, arrivati ieri sera a Porto Empedocle da Lampedusa a bordo della motonave “Paolo Veronese“. Poche ore prima, dentro le celle frigorifere della flotta mazarese, erano arrivati i cadaveri dei 12 naufraghi recuperati. Scajola è atteso anche per far conoscere il pensiero del governo nazionale sui tragici fatti, e sulla polemica rovente che ha investito la Marina che secondo alcuni membri dell`equipaggio mazarese che ha salvato i superstiti “avrebbe dovuto fare di più“. Accuse che lo Stato Maggiore della Marina ha respinto (ieri è intervenuto anche il ministro della Difesa, Antonio Martino), ma che hanno già portato il Codacons a denunciare il comandante della nave militare “Cassiopea“, per omissione di soccorso. Il ministro Scajola non è intervenuto nel merito. Ma sul fenomeno dell`immigrazione ha fatto conoscere il suo pensiero a Bruxelles, nel corso di un consiglio dei ministri degli affari interni della Comunità europea. “Non esiste un immigrato clandestino spontaneo, dietro c`è la pianificazione della criminalità organizzata“, – ha detto Scajola – e per questo è necessario collaborare con i paesi di provenienza ma anche istituendo una polizia comune delle frontiere“.

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