9 Marzo 2002

Tar: annullato il centro commerciale a Porta Molino

CORRIDONIA
Tar: annullato il centro commerciale a Porta Molino




CORRIDONIA ? Il Tar Marche, dopo aver sospeso mesi fa l?efficacia esecutiva dell?accordo di programma con cui Provincia e il Comune accordavano alla ditta Corradini Nello la realizzazione di un Centro direzionale e commerciale nell?area dell?ex Consorzio agrario, di fronte a Porta Molino, ha definitivamente accolto il ricorso del Codacons e di Giorgio Rapanelli anullando ogni atto deliberato a riguardo. In base all?accordo si sarebbero realizzati oltre 10.000 mq. su un?area destinata ?ad uso pubblico“ dal programma di fabbricazione vigente a Corridonia.
«La decisione del Tar ? rileva l`avvocato Roberto Gaetani, presidente del Codacons Marche ? è rilevante perché ha riconosciuto ancora una volta la legittimazione ad agire del Codacons e perché ha mosso pesanti rilievi alla contestata procedura dell?accordo di programma, indebitamente avallata dalla Provincia, per modificare un?area inedificabile secondo il programma di fabbricazione. In sostanza il Comune di Corridonia, dopo aver per quarant?anni manomesso illegalmente il proprio territorio, non avendo mai assicurato ai cittadini l?obbligatoria dotazione di 18 mq. di spazi pubblici per abitante, come imposto dal DM del 1968, cercava surrettiziamente, con questa operazione, di perfezionare un?ulteriore ?super abuso“ autorizzando 10.000 mq. sull?unica area destinata ad uso pubblico dal programma di fabbricazione, in zona tutelata dal Ppar. L?enorme illegalità degli atti impugnati, oggi annullati, pone alla forze politiche il grave compito di apportare alla legge urbanistica regionale n. 34/92 le modifiche atte a garantire il controllo sulla legalità degli atti urbanistici dei Comuni senza dover ricorrere alla supplenza delle associazioni ambientali o al cittadino confinante, costretti a sobbarcarsi pesanti oneri per la difesa dei valori ambientali e paesaggistici. La sentenza ottenuta dal Codacons, con a quella conseguita di recente nei confronti del Comune di Civitanova per l?annullamento dei consistenti impianti sportivi che si voleva realizzare nell?area di tutela del fiume Chienti, apre nuovi spiragli all?azione giudiziale delle associazioni ambientali, per la tutela del territorio».

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