5 Marzo 2002

Rc Auto, le multe alle assicurazioni vanno ai petrolieri

Rc Auto, le multe alle assicurazioni vanno ai petrolieri



Insorgono le associazioni dei consumatori per la decisione del governo di stornare verso il settore petrolifero le multe inflitte alle compagnie assicurative. Danneggiati i consumatori, legittimi destinatari



ROMA – Insorgono quattro associazioni di consumatori davanti alla possibilità che le multe delle compagnie assicurative possano essere dirottate a favore delle compagnie petrolifere. Viene definita ?scandalosa? la decisione del Governo di stornare 635 miliardi di lire (crica 328 milioni di euro) di multa inflitta dall`Antitrust alle compagnie assicurative in iniziative a favore dei petrolieri e delle accise dei prodotti petroliferi.


Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori denunciano “la gravissima sottrazione perpetrata dal Governo a danno dei consumatori. Auspicando un ravvedimento operoso del ministro dell?Economia, le associazioni si appellano ai deputati di ogni estrazione politica per far destinare i fondi ai legittimi destinatari, i consumatori.


“Dopo la sentenza del Consiglio di Stato dei giorni scorsi, che ha confermato i 635 miliardi di multa inflitta dall` Antitrust al cartello delle Compagnie i consumatori si erano illusi di riavere indietro il maltolto, confidando nella legge che destina le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative irrogate dall`Antitrust ad iniziative a vantaggio dei consumatori. Ma spulciando nei meandri dei decreti del Governo – denunciano i consumatori – abbiamo scoperto che la multa dell`Antitrust era già stata ipotecata dal Ministro del Tesoro, senza destare scandalo, in iniziative a favore dei petrolieri e delle accise dei prodotti petroliferi“. Recita infatti l`art.9 della legge 418 del 30.11.2001: “Agli oneri recati dal presente decreto, fatta eccezione per l`art.8 bis, valutati 311 miliardi per l`anno 2001 ed in lire 375 miliardi per il 2002, si provvede mediante utilizzo di parte delle entrate di cui all.art.148 della legge 23.12.200 n.388 come modificato dal comma 1. A tal fine,una parte delle predette entrate, pari a lire 373 miliardi, è rassegnato allo stato di previsione del ministero dell`Economia per essere utilizzata nel 2002“.


La decisione del governo e del dicastero dell?Economia, in particolare, viene definita dalle associazioni in difesa dei consumatori ?di una gravità inaudita e deve essere contrastata in tutte le opportune sedi?.



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