22 Febbraio 2002

I consumatori: è effetto-euro

L?indice è cresciuto dello 0,5% in un mese. Sott?accusa le medicine non comprese nel prontuario


Benzina e farmaci scaldano i prezzi

L?inflazione sale al 2,5%. I consumatori: è effetto-euro


ROMA Accelerazione inattesa del carovita in febbraio. Dai dati delle città campione i prezzi al consumo risultano aumentati in un mese dello 0,5% e fanno salire l?inflazione al 2,5% dal 2,4% di gennaio. A spingere i prezzi sono stati in particolare gli aumenti delle benzine e dei medicinali non compresi nel prontuario del Servizio sanitario nazionale. Le previsioni erano che l?inflazione restasse sostanzialmente ferma, mentre invece l?effetto dei rincari è risultato più ampio di quanto ci si aspettasse. E in molti capoluoghi a spingere i prezzi sono stati anche gli aumenti delle assicurazioni delle auto e delle moto.

«A pesare molto sul dato di febbraio è stato il capitolo trasporti, che è aumentato in media dello 0,6% a causa degli degli aumenti del petrolio e dell?impatto che hanno avuto su quelli delle benzine a partire da metà gennaio» spiega Paolo Guida di Unicredit-banca Mobiliare. A spingere il carovita sono stati poi i medicinali, quelli con i prezzi non controllati. «Hanno fatto salire – dice Guida – il comparto dei servizi sanitari con punte mensili anche dell?1,4% come a Torino o dell?1,1% come a Bologna e in questo caso potrebbe esserci stato anche un proseguimento dell?effetto euro, che invece negli altri settori sembra essersi esaurito con gennaio». Infine le assicurazioni, che hanno pesato sul capitolo ?altri beni e servizi? portandolo al di sopra delle medie usuali con un aumento complessivo dello 0,5-0,6%. La città che ha fatto registrare l?aumento mensile più forte dei prezzi al consumo per l?intera collettività, tabacchi inclusi, è stata Venezia, dove in un mese i prezzi degli alberghi e dei ristoranti sono saliti del 2,4%. Rispetto a un anno fa i rincari sono pari al 7,9%. L?aumento mensile complessi dei prezzi è stato pari allo 0,9%, con il tasso annuo di inflazione al 3,1%. In seconda posizione, con rincari dello 0,6%, ci sono Trieste (inflazione al 3,2%), Bologna (2,6%) e Ancona (3,1%). Gli aumenti sono stati pari allo 0,5% a Torino (2,6%), Genova (2,9%) e Palermo (2,6%). A Bari i prezzi sono cresciuti dello 0,4% (2,6%), a Milano dello 0,3% (1,8%), dello 0,2% a Firenze (2,3%) e Napoli (2,5%). Il dato venuto ieri dai capoluoghi dovrà essere verificato il primo marzo, quando l?Istat fornirà la sua stima provvisoria dell?inflazione di febbraio, mentre il dato definitivo sarà reso noto il 15.

«Altro che correttezza. Commercianti e governo hanno approfittato dell?euro per massacrare i consumatori», denuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che chiede «la restituzione almeno di un bonus fiscale a ogni famiglia». I primi dati diffusi dall?Istat indicano a gennaio un?inflazione al 2,5%, più alta del mese precedente con picchi del 2,6% in alcune città, ad esempio Bologna, afferma il Codacons ricordando che «in tempi non sospetti, le associazioni dei consumatori avevano denunciato tutti gli euro-arrotondamenti avvertendo del rischio inflazione: nessun allarmismo quindi da parte delle associazioni degli utenti». Di questo passo, «ogni famiglia potrebbe arrivare a perdere in un anno addirittura 1.500.000 lire in più, pari a 774,69 euro», aggiunge il Codacons, ribadendo il sospetto di un?inflazione ?sottostimata?: «Senza contare che non si ha coscienza di quanto sia sottostimata l?inflazione in Italia a causa dell?oscurità che avvolge il paniere Istat».
Altroconsumo, da parte sua, parla di un aumento dei listini prezzi nella metà degli esercizi. Da un?indagine compiuta dal proprio Osservatorio, risulta che il 47% dei punti vendita ha ritoccato i propri listini al rialzo e solo il 13% è invece intervenuta al ribasso. La media totale delle variazioni dei listini, per l?insieme dei settori considerati è pari al 2,1%. Il settore che ha fatto segnalare i maggiori aumenti è quello dei parcheggi: 2,3%, che si somma agli aumenti già segnalati di autostrade, mezzi di trasporto pubblico e a quelli, in arrivo, dei treni. L?aumento dei prezzi si è peraltro verificato – ricorda – anche negli esercizi dei parrucchieri (+2,1%), e delle lavanderie (+4%).

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