Nella scuola 8.500 posti in meno.Il Codacons farà ricorso al Tar
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fonte:
- Messaggero Veneto
Dovrebbero farne le spese i supplenti. Il Codacons farà ricorso al Tar
ROMA ? Nessun insegnante di ruolo perderà il proprio posto di lavoro, ma pare che saranno fortemente penalizzati i supplenti. Il decreto sugli organici, firmato dal ministro dell?istruzione, Letizia Moratti, non è un provvedimento taglia-cattedre, ma una complessiva riorganizzazione del personale. Fonti ministeriali hanno precisato l?entità e il significato del decreto, emanato sulla base di quanto stabilito dalla legge finanziaria.
Con la Finanziaria, sottolineano dal ministero, è stata prevista una necessaria e complessiva riorganizzazione delle cattedre, anche in considerazione degli aspetti del calo demografico e dei movimenti regionali e trasferimenti della popolazione studentesca.
Già nelle scorse settimane, i sindacati avevano denunciato il «drastico» ridimensionamento degli organici per effetto appunto della finanziaria, ma fonti del ministero dell?istruzione hanno precisato che gli 8.500 cosiddetti tagli sono in realtà cattedre che dal prossimo anno scolastico non saranno più coperte da supplenze o potrebbero essere in parte eventualmente accorpate. Spetterà ora ai 18 direttori regionali gestire l?operazione, confrontandosi anche con i sindacati di categoria a livello regionale. I risparmi derivanti dall?operazione, rilevano infine dal ministero, saranno reinvestiti in servizi per le scuole.
Nonostante queste assicurazioni il provvedimento della Moratti è stato accolto con critiche e preoccupazioni.
Una dura critica è venuta dal Codacons e dall?Associazione per la difesa dei diritti nella scuola che si oppongono in al taglio delle cattedre che «ridurrà l?organico di 8.500 posti a danno dei docenti supplenti» e annunciano il ricorso al Tar. «A causa del taglio dell?organico ? fanno notare ancora le due organizzazioni ? i docenti di ruolo dovrebbero prolungare volontariamente l?orario lavorativo, cosa che difficilmente avverrà. Le classi di conseguenza saranno abbandonate a se stesse. Se si considerano poi gli scioperi, le autogestioni e le elezioni ? concludono ? il rischio è quello di non raggiungere i duecento giorni di lezione previsti dalla legge».
Dal canto suo la Cgil sostite che il «taglio degli organici colpisce la qualità istruzione». Siamo «contrari a un taglio» ha detto il leader della Cgil-Scuola Enrico Panini, sottolineando che «appaiono ora evidenti nelle regioni i duri colpi inferti dal decreto taglia-organici frutto di una legge finanziaria contro la quale abbiamo scioperato: 8.500 posti di insegnamento in meno nel prossimo anno scolastico (36.000 in meno nel triennio) ottenuti con interventi che, di fatto, mettono durantemente in discussione i livelli di qualità e quantità dell?offerta formativa».
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