I consumatori: «L?Istat imbroglia sui prezzi»
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fonte:
- Il Mattino
I consumatori: «L?Istat
imbroglia sui prezzi»
Altro che inflazione «fredda» e prezzi fermi. La perdita del potere d`acquisto, causa gli aumenti diffusi legati al changeover, è pari a 500 euro annui per ogni famiglia, circa 40-50 euro al mese. Secondo Adiconsum, Codacons e Unione consumatori, la crescita dell`inflazione potrebbe arrivare a +3% a fine 2002 e su un nucleo familiare monoreddito l`erosione del potere d`acquisto arriva al 2%. Sul reale incremento di servizi, tariffe e cartellini dei prezzi, le associazioni dei consumatori attaccano l`Istat e annunciano un ricorso al Tar contro la composizione del paniere e le metodologie di rilevazione dei prezzi. «È un grande imbroglio», ha detto Carlo Rienzi del Codacons, parlando di «manomissione dei dati da parte dell`Istat. Gli aumenti attuati dai commercianti hanno raggiunto anche il 14% con la scusa del passaggio all`euro.
Chiediamo un sistema di rilevazione e conteggio dell`inflazione più trasparente». Le associazioni dei consumatori hanno definito «prudenziali» le loro stime e «se l`energia elettrica riprenderà ad aumentare e così anche la benzina, il rischio di perdita del potere d`acquisto per le famiglie aumenterebbe ulteriormente».
Non è la prima volta che le organizzazioni degli utenti contestano i dati diffusi dall`istituto nazionale di statistica sul costo della vita. Paolo Landi, segretario generale dell`Adiconsum aveva espresso «dubbi e perplessità» sulle rilevazioni dei prezzi già a gennaio: «ci sembrano scarsamente attendibili» aveva detto a proposito di un aumento al consumo frenato a +0,2-0,4%, secondo l`Istat, in quanto compensato dal contenimento dei costi per energia, tabacchi e affitti. Ieri i consumatori sono tornati sulla questione accusando l`Istat di tenere «artificiosamente basso» il dato inflattivo e lanciando una «campagna di trasparenza». Emanuele Piccari dell`Unione nazionale consumatori ha proposto, inoltre, un`analisi puntigliosa del meccanismo con cui eludere il reale incremento dei prezzi, con esempi riferiti a tariffe postali, bollette telefoniche, ticket ferroviari e autostradali. Non solo. Secondo l`Adiconsum, in concomitanza con la fine del changeover e la scomparsa dei prezzi riferiti in lire, «potrebbe esserci un ulteriore trascinamento degli aumenti – ha detto Paolo Landi – e sarà più difficile controllare eventuali aumenti». I commercianti hanno «approfittato con malvagità dell`ingresso dell`euro e a gennaio vi sono stati oltretutto i rincari speculativi dei prodotti ortofrutticoli», con una spesa totale aggiuntiva per famiglia superiore a un milione.
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