E i consumatori: sciopero della carne per tre giorni
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Il ministro Alemanno: cinque punti fondamentali per la sicurezza
«Ecco il piano contro mucca pazza»
E i consumatori: sciopero della carne per tre giorni
ROMA Nessuna «tassa sulla carne» ma per le operazioni di sicurezza (smaltimento del materiale a rischio ecc.) bisogna reperire altri 200 miliardi. Il ministro dell`agricoltura Gianni Alemanno ha «precisato» che la spesa prevedibile è quella del 2001, 300 miliardi: un terzo è stato reperito. Come si troveranno i fondi necessari? Sicuramente non tramite il cosiddetto ticket di +5 centesimi di euro (circa 100 lire) a chilo sulla fettina. Lo ha assicurato Alemanno (il ministro della sanità Sirchia già l`altra sera aveva disconosciuto tale proposta e ieri l`ha ribadito in Parlamento) perchè il termine «ticket» è «improprio, fatto sui giornali. La nostra proposta è un prelievo parafiscale nell`ambito della fiscalità generale dello Stato. Quindi non si scaricherà sui consumatori».
Alemanno ha prospettato un piano in cinque punti: il primo è la conferma che a giugno partirà l`anagrafe bovina. Tutto chiaro? No perchè andrebbe precisato che significa «prelievo parafiscale» hanno replicato Codacons e Adusbef, due associazioni dei consumatori che invitano le massaie ad una sorta di «sciopero della fettina» (non acquistare la carne per tre giorni) chiedendo al governo di punire col carcere chi commercializza farine animali. Secondo il presidente di Confagricoltura, Bocchini, tutta la vicenda è «kafkiana» perchè Alemanno ha solo «fatto propria una proposta unitaria e interprofessionale» delle organizzazioni della filiera-carni per fronteggiare i costi della sicurezza per l`emergenza-Bse.
C`è stata la «rivolta» dei consumatori (oltre che dei partiti di opposizione) anche se, secondo un sondaggio-SWG, il 58% degli italiani sarebbe d`accordo col «ticket» in cambio della sicurezza. Le organizzazioni dei produttori, con toni diversi, ieri si sono ritrovate sulla linea che, senza penalizzare i consumatori, i fondi per la sicurezza vanno assicurati. Abbiamo detto della Confagricoltura; la Cia (Confederazione italiana agricoltura) col presidente Pacetti si è detta disponibile a discutere «forme e modalità per far fronte agli oneri»; più esplicita la Coldiretti col presidente Bedoni: «La tutela della salute va garantita dalle istituzioni; nessun ticket e nessuna tassa ma l`impegno del governo alla copertura finanziaria».
E gli altri prodotti? Quelli protetti e garantiti (dop, doc, igp ecc.) hanno particolari procedure: ma gli altri? Confagricoltura ha proposto il «bollino verde» (su base volontaria) con tracciabilità dalla semina alla raccolta o trasformazione. Anche perchè – ha commentato il presidente Bocchini – c`è un`«insufficienza» nel regolamento-Ue sui controlli (dal 2005) ai prodotti dei campi: l`«alimento» da controllare comincia, secondo il regolamento, alla raccolta. E prima? Chi accetterà il «bollino verde» dovrà sottostare ad adempimenti e controlli di «organismi terzi». La Puglia potrebbe essere particolarmente interessata per l`olio, oggetto spesso di speculazioni e contraffazioni; diverse regioni si stanno «muovendo», Emilia Romagna in prima fila.
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