12 Febbraio 2002

I consumatori: `No al ticket`

BISTECCA

I consumatori: `No al ticket`

«Altro che tassa, servono controlli e sanzioni più severe»

CAGLIARI. Il ministro Giovanni Alemanno ha proposto un `ticket` sulla bistecca a garanzia della sicurezza e subito divampano le polemiche. Sul fronte produttivo, per esempio, la Coldiretti si dice contraria al ticket sulla carne perchè «difendere la salute è un dovere che va svolto con decisione, rigore e sistematicità nel tempo». Le stesse associazioni dei consumatori chiedono, con più o meno veemenza, un inasprimento delle sanzioni per coloro che trasgrediscono il divieto di utilizzo di farine animali (oggi la sanzione minima è di 3 milioni) e nessun ticket a carico dei consumatori.
«Dire di no all`introduzione di ticket sulla carne, come proposto dal ministro, non è solo difendere il potere di acquisto dei consumatori ma significa ribadire un principio fondamentale». Lo sostengono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che, in una nota, invitano Giovanni Alemanno a ritirare la proposta e a impegnarsi invece attivamente su queste questioni: aumento di controlli su tutti gli allevamenti per evitare che vi possano essere contaminazioni di farine animali vietate nell`alimentazione dei bovini, inasprendo le sanzioni civili ma soprattutto quelle penali.
«È del tutto illusorio – replicano i responsabili dell`Adiconsum – accreditare l`idea che un ticket sulla carne possa assicurare i consumatori sulla qualità e sui controlli. Se il ministro ritiene che si debbano fornire più risorse per affrontare i problemi strutturali dell`agricoltura, in questo caso il governo deve trovare le risorse necessarie all`interno della Finanziaria o con un correttivo della stessa».
Dal cuo canto la Federconsumatori esprime perplessità e ribatte che «lasciando da parte il marchiano errore del ministro che fa coincidere sicurezza con qualità, sapendo tutti che la sicurezza è esclusivamente un prerequisito di ogni prodotto alimentare perlomeno singolare che lo stesso Alemanno confonda il costo necessario alla sicurezza alimentare nel consumo della carne con le relative modalità di finanziamento».
Infine per l`Adoc «non devono essere i consumatori a pagare per vedere garantita la sicurezza messa in discussione da responsabilità altrui. I soldi per i controlli possono essere presi dalle multe comminate agli allevatori che hanno utilizzato metodi illeciti nell`allevamento provocando danni alla collettività e agli allevatori onesti».
Secondo l`Adoc, infatti, “comminando sanzioni e inasprendo le pene si avrebbe la possibilità di aumentare i controlli anche sulla macellazione, migliorando una volta per tutte l`anagrafe bovina“.
Ma in pratica in che cosa consiste questo tanto criticato ticket?
Il ministro Giovanni Alemanno ha sottolineato che «basandosi sugli attuali livelli di consumo, un aumento di 5 centesimi al chilo (circa 100 lire) sul prezzo finale della carne procurerebbe un gettito annuo di oltre 67 milioni di euro, pari a 130 miliardi. E il provvedimento sarebbe necessario perchè l`aumento della dotazione finanziaria prevista dal decreto anti-Bse non è sufficiente».
L`obiettivo ministeriale, insomma, è quello di avere un sistema di allevamento forte e sicuro.

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