8 Febbraio 2002

Sempre gli stessi polveroni, rossi

Tanto rumore per le solite polveri? Parafrasare Shakespeare è un tantino eccessivo, dato che la media ufficiale delle polveri sottili di gennaio è pur sempre pari a 92 microgrammi al metro cubo d`aria (dati Arpa). Eppure sorge spontaneo non appena si scopre ? scorrendo le medie degli ultimi anni ? che nel gennaio 2000 (con la giunta Guazzaloca insediata da pochi mesi) i dati, altrettanto ufficiali, erano di ben 127 microgrammi: in altre parole 87 oltre l`obiettivo di qualità di 40.
Lecito a questo punto porsi altre domande. Dov`erano, allora, la Provincia e la Regione? Non sarà che stavano riflettendo sui ritardi accumulati dal nodo tangenziale- autostrada (cui Bologna deve il 40% delle sue polveri) e che oggi, forti di quello che accadeva in Lombardia, non abbiano saputo resistere alla tentazione di mettere un po` in difficoltà la giunta di Bologna? Quel che è certo è che le risposte e le soluzioni al problema dello smog non le hanno mai chieste a Vitali, ma a Guazzaloca sì. Un`aspettativa sacrosanta ? aggiungiamo noi ? fatto sta che i risultati non mancano.
Cominciamo dalle famigerate polveri fini. Fermo restando che l`ultima parola spetta ai tecnici dell`Arpa e dell`ufficio Ambiente del Comune (la verità ufficiale verrà a galla con l`imminente Rapporto sulla qualità dell`aria), ad occhio la media annuale del 2001 dovrebbe aggirarsi intorno ai 50-55 microgrammi al metro cubo. E` vero che ci sono ancora 10-15 microgrammi di troppo, ma è altrettanto vero che ce ne sono parecchi in meno rispetto al 2000 (quando la media è risultata di 64) e soprattutto rispetto al `99 (67). Dov`è lo scandalo, allora, se il sindaco Guazzaloca affermava a dicembre che «l`aria sta migliorando»? Per la verità i Comitati antismog un`idea sui dati delle polveri ce l`hanno e la vanno gridando ai quattro venti da vari mesi. La centralina di porta San Felice è un ferrovecchio, priva com`è del solo metodo veramente efficace per valutare le medie delle polveri sottili, quello gravimetrico. Peccato che l`Arpa sostenga che l`analizzatore «Adam», di cui è fornita la centralina, ha tanto di certificato del Cnr di Roma che attesta la sua perfetta equivalenza a quello tanto agognato dagli ambientalisti. A chi credere, dunque? Quanto al benzene, è vero che la media in centro storico è lievemente salita nel 2001 (+ 10% quantificano i Comitati), ma è pur vero che le concentrazioni degli ultimi due anni sono simili e che la media dei 19 campionatori passivi sparsi sul territorio comunale è sempre di 8 microgrammi (2 in meno rispetto al limite di legge di 10). A sforare sono sempre le 5 arterie di due anni fa: Strada Maggiore con 18 (16 nel 2000), via San Vitale con 14 (13), via San Felice con 12 (11), via Farini con 12 (come via Santo Stefano di cui ha preso il posto) e via Massarenti-ospedale Sant`Orsola con 10 (10). Se si esclude l`ultima, dove a causare i problemi è l`alta concentrazione di semafori (vogliamo eliminare quello del pronto soccorso o quello sui viali?), le altre sono tutte strade strette, con palazzi alti e portici che rendono molto difficile snidare il benzene.
E` una situazione che deve far gridare allo scandalo? Per i Comitati antismog evidentemente sì, dato che oggi si ritroveranno alle 11 in piazza Aldrovandi (gli studenti universitari in piazza Puntoni) per sfilare in corteo fino a piazza del Nettuno, insieme a tassisti, rappresentanti dei vigili, esponenti di altri comitati, politici dell`Ulivo e tramvieri. Tra loro anche il «Codacons», che minaccia di ricorre al Tar se il Comune non prenderà provvedimenti entro 15 giorni e nel frattempo contesta i blocchi domenicali suggerendo le targhe alterne. Idea geniale, considerato che ormai non c`è famiglia italiana che non abbia almeno 2 o 3 macchine su cui contare.



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