La frenata di Montedison
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fonte:
- Miaeconomia.it
Sulla vendita del pacchetto Fondiaria frena Montedison (Milano: MO.MI – notizie) , giudicandola non accettabile la proposta d`acquisto del 22,2% della società fiorentina arrivata da Jp Morgan, Interbanca (Milano: INT.MI – notizie) e Francesco Micheli e rinvia così la restituzione dei 258 milioni di euro di caparra alla Sai (Milano: SIII.MI – notizie) . Allo stesso tempo però Foro Buonaparte si riserva di riesaminare l`offerta dopo aver studiato a fondo le carte, aver ottenuto l`eventuale via libera dalle autorità di mercato e aver conosciuto le intenzioni di Toro (Milano: TASI.MI – notizie) . È l`orientamento, letto negli ambienti finanziari come una nuova mossa negoziale, emerso al termine del Cda di Foro Buonaparte, che ha chiuso una giornata iniziata con i chiarimenti di Sai e Interbanca sull`operazione e proseguita nel pomeriggio a Firenze col consiglio della compagnia contesa fra Ligresti e Toro. Da parte sua il Cda di Fondiaria ha fissato per il 28 febbraio l`assemblea chiesta da Montedison per rinnovare il Cda, pur esprimendo riserve sulla richiesta di Foro Buonaparte. La riunione del consiglio è servita anche a fare il punto sugli ultimi sviluppi della vicenda, senza tuttavia che sia emerso – da quanto si apprende – alcun orientamento verso uno o l`altra delle soluzione prospettate da Sai e Toro. Ci sono voluti invece ben quattro comunicati di Sai e di Interbanca per chiarire al mercato, su richiesta della Consob, i termini degli accordi, annunciati sabato, fra le due società quotate, Jp Morgan e Francesco Micheli per rilevare il 22,2% di Fondiaria da Montedison a 9,5 euro per azione. In particolare è stata confermata l`esistenza di un`opzione call per consentire a Ligresti di rientrare nella partita Fondiaria, una volta recuperata da Montedison la caparra. L`intesa annunciata sabato scorso concede infatti a Sai la facoltà di ricomprare già prima di due anni i pacchetti di Fondiaria rilevate da ciascuno dei tre `cavalieri bianchi` con un esborso nel complesso pari a 9,5 euro (più gli interessi) per azione, cifra che la compagnia di Ligresti integrerà fino a 10,5 euro se la quotazione in Borsa salirà su quei livelli. Inoltre per evitare, in caso di esercizio dell`opzione sull`intero 22,2%, di superare la soglia del 30% sulla quale scatta l`obbligo di Opa, la Sai si è alleggerita di una quota pari all`1,96% di Fondiaria vendendola sul mercato e a tre investitori diversi da quelli noti. La Consob, a questo punto, si riserva di valutare eventualmente, in un secondo momento, l`esistenza di un`azione di concerto tra i quattro soggetti coinvolti nell`operazione (che Sai e Interbanca hanno peraltro negato). A chiedere alla Commissione e all`Isvap di non rilasciare il nulla osta all`operazione sono state le associazioni di consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, mentre il Fondo Liverpool ha inviato all`Autorità presieduta da Luigi Spaventa a imporre il lancio di un`opa obbligatoria. Intanto critiche vivaci alla visita di Spaventa al Quirinale, peraltro programmata da tempo, sono arrivate da Francesco Cossiga, che già ieri aveva polemizzato per l`incontro fra il numero uno dell`Isvap, Giovanni Manghetti, e Carlo Azeglio Ciampi. Domani la palla passa al Cda della Sai, mentre non risulta convocato il consiglio di Toro. Più avanti, il 13 febbraio. Resta in calendario l`udienza del Tar del Lazio sull`ipotesi di un concerto, contestato lo scorso agosto da Consob a Sai e Mediobanca (Milano: MDBI.MI – notizie) per l`acquisto di quasi il 29% di Fondiaria da Montedison.
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