5 Febbraio 2002

Teletruffe, rischio oscuramento

Mano dura in futuro per le tv che daranno spazio a messaggi ingannevoli


Teletruffe, rischio oscuramento


Il ministro Gasparri: «Dobbiamo offrire maggiori garanzie al pubblico»

ROMA – Mano dura contro le teletruffe: in futuro le tv che daranno spazio a messaggi ingannevoli o violeranno il codice di tutela dei minori rischieranno l?oscuramento. L?idea è del ministro per le Telecomunicazioni, Maurizio Gasparri, che, per tagliar corto alle polemiche nate attorno al caso Vanna Marchi (ancora in carcere con la figlia), ieri ha convocato la commissione consultiva del suo dicastero. «Dobbiamo dare garanzie maggiori al pubblico, inasprendo anche le sanzioni», ha detto il ministro, confermando l?intenzione di agganciare il codice anti-truffe a una leggina ad hoc che ne aumenti il potere deterrente. «Di fronte a pubblicità ingannevoli – spiega Gasparri – oggi la sanzione è solo una caduta di credibilità: si potrebbe pensare, invece, al ritiro della concessione o ad alcuni giorni di oscuramento per le emittenti per rendere più efficaci le sanzioni che oggi sono solo teoriche». Un concetto che è stato ripreso dal segretario generale dell?Antitrust Rita Ciccone: «Negli ultimi anni siamo intervenuti con sette denunce contro la pubblicità ingannevole di Vanna Marchi, ma la Procura della Repubblica può emettere condanne solo fino a cinque milioni di lire». Il ministro pensa «di inserire le norme di autoregolamentazione nelle concessioni televisive in modo che una violazione ripetuta possa mettere in discussione la stessa concessione». «È certo necessario un maggior controllo – conclude – ma sono contrario a criminalizzare l`emittenza locale». A fissare i paletti per la tutela rafforzata dei telespettatori, dunque, saranno le stesse categorie coinvolte. Ieri riuniti attorno allo stesso tavolo al ministero c?erano i rappresentanti delle emittenti nazionali e locali, dei consumatori, dei pubblicitari e persino dei cartomanti. Si è discusso per l?intero pomeriggio sulle contromisure da adottare senza penalizzare nessuno. «Il codice non deve essere un mea culpa delle tv», ha sottolineato Filippo Rebecchini della Frt (Federazione radio televisioni), guadagnandosi l?approvazione generale. E? forte la protesta delle piccole emittenti contro quella che definiscono una vera e propria campagna di criminalizzazione delle televendite. Altrettanto determinata l?intenzione di tutte le televisioni di coinvolgere in questa campagna di moralizzazione anche la carta stampata. Lunedì prossimo torneranno tutti a rivedersi al ministero assieme ai rappresentanti delle Regioni, per stilare proposte concrete. C?è chi ha chiesto di vietare alle emittenti di concedere spazi pubblicitari a chi ha precedenti penali. Un limite che potrebbe impedire, se non altro, il rientro catodico di Vanna Marchi.

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