25 Gennaio 2002

Smog, la pioggia evita il blocco totale

Smog, la pioggia evita il blocco totale


Grazie alle precipitazioni i livelli di inquinamento scendono. Ma si va avanti con le targhe alterne, domani in strada le dispari. Ma le misure antismog tornano a dividere Albertinie Formigoni.




MILANO – Due domeniche consecutive senza automobili. Giorni di circolazione a targhe alterne. Ma soprattutto al pioggia, tornata a cadere dopo quasi due mesi di siccità e insolito sole splendente. E l?emergenza smog comincia a rientrare. Le centraline di rivelamento registrano livelli di concentrazioni delle polveri sottili sempre più vicini alla norma. Comunque lontani da quei valori record dei giorni scorsi. Tanto che Formigoni, anche sulla base delle pervisioni, si dice “ottomista“ per il week-end. Così, forse, dopo due settimane si portà tronare a usare l`auto di domenica.


E così viene scongiurata la minaccia più gravosa che pendeva su Milano. Quella di un blocco totale del traffico in un giorno feriale, venerdì, per la prima volta. Una misura straordinaria che avrebbe paralizzato la città. Costringendo, molto probabilmente, a fermare scuole e uffici pubblici per evitare una insostenibile congestione di tram, autobus e metrò.


Niente blocco totale, si va avanti con le targhe alterne. Domani per la seconda volta, possono circolare tutti i veicoli, catalizzati, la cui targa finisce con una cifra dispari.


La città, tutto sommato, sembra aver retto ai provvedimenti cui è stata sottoposta. Tanto che il sindaco Alberini ha voluto pubblicamente elogiarne la straordinaria civiltà. Non sono mancati ovviamente momenti di disagio e proteste. Oggi diverse linee tranviarie sono saltate a causa di un calo di tensione della centrale di alimentazione in zona cimitero monumentale. E diversi passeggeri hanno dovuto continuare il proprio viaggio a piedi. Alcune lamentele contro l?Atm avranno esito legale per voce del Codacons.


E non sono mancate le polemiche. Prima tra tutte quella che vede sfidarsi da diversi giorni il sindaco Albertini e il presidente Formigoni. Tutti e due, in misura diversa, chiamati a disporre per Milano.



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