21 Gennaio 2002

Alemanno: «L?Ue aiuti le regioni in crisi»

L?intervista – Il ministro delle Politiche agricole condanna gli aumenti ingiustificati. E avverte: «Gli speculatori vanno isolati»

Alemanno: «L?Ue aiuti le regioni in crisi»

Via alle indagini in undici Procure dopo le denunce per aggiotaggio presentate dal Codacons

INTERVENTI in sede comunitaria e chiarezza nella catena della distribuzione dal produttore al consumatore. Il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, dichiara guerra al caro-ortaggi. A suo avviso, infatti, sono ingiustificati molti dei rincari di prodotti ortofrutticoli a causa della perdurante siccità e del gelo. Per questo motivo punta l?indice contro i grossisti. A suo, avviso, infatti, la speculazione più grave si è verificata nel mercato all?ingrosso.
Per far luce sulla situazione, soprattutto in difesa dei consumatori, il ministro incontrerà domani tutte le componenti della filiera – dai produttori ai grossisti ai dettaglianti – con l?obiettivo di accertare anomalie nei rincari ed assicurare la piena trasparenza del funzionamento dei mercati per tutelare i consumatori. Nel frattempo, le Procure sono già state attivate per vigilare sui prezzi. In seguito alle denunce per aggiotaggio presentate dal Codacons, sono state aperte indagini preliminari nelle Procure di 11 città: Roma, Milano, Bari, Catania, Napoli, Torino, Salerno, Firenze, Bologna, Genova e Reggio Calabria.
Alemanno, in partenza per Bruxelles, dove oggi incontrerà gli altri ministri agricoli dell?Ue, fa il punto della situazione, che preoccupa molto sia gli agricoltori, che si sono trovati campi interi di ortaggi distrutti dal gelo e dalla siccità, sia i consumatori, in quanto hanno visto improvvisamente lievitare i prezzi di frutta e verdura sui banchi del mercato.

Ministro, le numerose gelate e la siccità che dura da mesi hanno messo il settore agricolo in ginocchio. Ma lei ha definito ingiustificati gli aumenti dei prezzi. Ci illustra la sua posizione?
«E? ingiustificata la misure degli aumenti. O, meglio, è eccessiva, poiché riguarda anche prodotti ortofrutticoli già stoccati da tempo e che quindi non possono aver subito i danni delle difficili condizioni climatiche».
Quali, ad esempio?
«Non sono giustificati gli aumenti di mele, pere, zucche, kiwi, aglio e di tutti quei prodotti che sono stati già raccolti da tempo e che pertanto non hanno subito gli effetti nefasti delle gelate».
Per quale motivo, allora, sono stati aumentati?
«Innanzitutto perché negli aumenti è scattato un meccanismo psicologico. In secondo luogo perché la filiera della distribuzione è molto frammentata. L?iter produttore-consumatore è caotico e quindi è facile trovare chi coglie l?occasione per affrofittarsene».
Chi è che subisce maggiormente il danno del caro-ortaggi?
«I più esposti sono i produttori agricoli, i consumatori e i commercianti al dettaglio. I primi per i seri danni subiti alle colture, i secondi perché ogni giorno si trovano a dover spendere di più. Nelle vendite al dettaglio c?è un elemento che mi insospettisce. E? sui banchi delle botteghe di frutta e verdura che si sono registrati i rincari più consistenti, mentre i supermercati ne hanno risentito meno».
Per quale motivo?
«Perché i supermercati ormai si servono direttamente dai produttori, saltando la complessa filiera della distribuzione. A fronte di una contrazione della produzione – anche del 70 per cento a causa di gelo e siccità – abbiamo verificato che le speculazioni più gravi (sono stati registrati anche aumenti del 250%) sono individuabili all`ingrosso».
I grossisti hanno però già replicato alle sue dichiarazioni, accusandola di non conoscere il mercato.
«Ma io sono in possesso delle rilevazioni dell?Ismea, l?istituzione per il controllo dei prezzi agricoli, che da ben vent?anni opera nel settore. Queste rilevazioni parlano chiaro».
Lei ha dichiarato di voler attuare controlli per verificare i prezzi e reprimere i comportamenti speculativi, ricorrendo addirittura alla magistratura.
«Premetto che non è mia intenzione creare un clima da caccia alle streghe, ma sia le denunce dei consumatori di cui siamo in possesso come ministero, sia le denunce pervenute ai Nac, il nucleo dei carabinieri che si occupa dei controlli agro-alimentari, ci mettono nella condizione di poter effettuare una serie di controlli a tappeto che possono essere la base per denunce di aggiotaggio e truffa. Pertanto sarebbe preferibile che i protagonisti della filiera – produttori, grossisti e distributori – si autoregolamentassero con un atto di responsabilità in modo da controllare spontaneamente i prezzi ed isolare eventuali speculatori».
Che cosa si aspetta dall?incontro fra le parti convocato per domani?
«Ho chiesto al ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano, di convocare con me questo tavolo. Noi presenteremo una serie di dati rilevanti dei consumatori, dei produttori e del nostro osservatorio dei prezzi, l?Ismea. Spero vivamente che riusciremo a trovare soddisfacenti accordi inter-professionali che possano risolvere il problema. Altrimenti non resteranno altro che i controlli a tappeto e le denunce».
Il Codacons ed altre associazioni dei consumatori hanno già presentato denunce alla magistratura contro il caro-ortaggi. Intendete collaborare con loro?
«Certo, al tavolo di confronto parteciperanno anche i rappresentanti delle associazioni dei consumatori».
In questo suo deciso intervento si ha l?impressione che lei sia più dalla parte dei consumatori che degli agricoltori.
«Il ministero delle Politiche agricole è fautore di un patto fra agricoltori e consumatori basato su qualità e prezzi. In questo caso riteniamo che entrambi siano i soggetti più deboli della filiera, mentre oggi la catena del valore si concentra su altri segmenti, cioè trasformatori e distributori. Ciò spesso deriva da distorsioni del sistema, dalla mancanza di accordi interprofessionali (che invece esistono ad esempio in Francia) e non da cattiva volontà».
Intende chiedere qualche provvedimento a livello comunitario a favore degli agricoltori danneggiati?
«Alla riunione del Consiglio dei ministri dell?Agricoltura dell?Ue a Bruxelles chiederò misure straordinarie per aiutare gli agricoltori delle aree in crisi per freddo e siccità (Italia e Grecia). In particolare mi batterò affinché venga costituito un fondo permanente dell?Ue da cui poter attingere in caso di necessità, anche per migliorare il sistema delle assicurazioni in campo agricolo».
Alcune regioni italiane, come il Molise, seriamente danneggiate, hanno chiesto lo stato di calamità. Come il Governo intende fronteggiare la situazione?
«Chiederemo a Bruxelles che vengano concessi aiuti di Stato alle regioni in crisi. Ma, senza una politica generale dell?Unione europea, si tratta sempre di interventi tampone e non risolutivi».

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