20 Gennaio 2002

«I rincari colpa dei grossisti»

L`aumento dei prodotti agricoli diventa nuovo terreno di scontro. La siccità gonfia i prezzi

«I rincari colpa dei grossisti»

Il ministro Alemanno punta l`indice, ma i produttori insorgono

ROMA ? Piovono accuse sul rincaro dei prezzi agricoli. E si sentono i primi tuoni delle indagini giudiziarie che sarebbero state aperte da ben dieci procure della Repubblica. Ieri, il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, ha posto sotto accusa il mercato all`ingrosso: «A fronte di una contrazione della produzione anche del 70 per cento a causa di gelo e siccità – ha precisato in una nota – abbiamo verificato che il momento speculativo più grave, che ha fatto letteralmente esplodere i prezzi con aumenti anche del 250 per cento, è individuabile non tanto nel dettaglio, in cui pure si registrano aumenti problematici del 100 per cento, quanto nell`ingrosso». Il ministro intende verificare se i rincari sono giustificati, «per colpire chi profitta di una situazione già penalizzante».Per questo Alemanno aprirà martedì al ministero un tavolo di confronto nel settore ortofrutticolo cui chiamerà tutte le componenti della filiera.
I grossisti, accusati di gonfiare i prezzi, smentiscono duramente il ministro, protestando non solo per le sue affermazioni, ma per il fatto che Alemanno abbia avallato dati e notizie senza chiedere il parere dei rappresentanti dei grossisti. Il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, dà ragione al collega Alemanno: «Il clima non giustifica tutto». Non tutti gli aumenti sono dovuti al gelo e alla siccità. E annuncia il potenziamento dell`Osservatorio dei prezzi. Il sottosegretario all`Agricoltura, Teresio Delfino, ha annunciato che il governo sta raccogliendo dati, per accertare se ricorrono le condizioni per dichiarare lo stato di calamità naturale. Sono in corso anche controlli serrati sull`aumento dei prezzi al consumo, ma Delfino afferma che un rincaro in questo momento appare «giustificato». Bisogna evitare gli eccessi.
La situazione è molto preoccupante. La Federconsumatori, ad esempio, ha fatto i conti nelle tasche degli italiani, annunciando che i rincari di frutta e verdura potrebbero incidere sui bilanci familiari da un minimo di 347 euro (672 mila lire) per un anziano solo ad un massimo di 898,63 euro (un milione 740 mila lire) per una famiglia con tre figli. Di fronte a questa «stangata», che fa dimenticare anche il famigerato caro-petrolio, i consumatori chiedono al governo più controlli e più sanzioni, evitando decaloghi e consigli, come quello di passare ai prodotti surgelati. Il Codacons annuncia che sono state aperte le indagini preliminari nelle procure di Roma, Milano, Bari, Catania, Napoli, Torino, Salerno, Firenze, Bologna, Genova e Reggio Calabria, in seguito alle denunce dei consumatori, che ipotizzano i reati di aggiotaggio e truffa aggravata.

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