20 Gennaio 2002

Prezzi ortofrutticoli, indagini in 11 Procure

Prezzi ortofrutticoli, indagini in 11 Procure

Il ministro Alemanno accusa i grossisti di speculare su siccità e gelo

Gelo, siccità, speculazioni sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli: per l´agricoltura italiana il 2002 è cominciato all´insegna dell´emergenza, che sta sempre più diventando un elemento cronico del settore. E, proprio a proposito dei rincari, l´associazione di difesa dei consumatori Codacons segnala che le procure di Roma, Milano, Bari, Catania, Napoli, Torino, Salerno, Firenze, Bologna, Genova e Reggio Calabria hanno iniziato ad indagare sulle «verdure d`oro». Le ipotesi di reato sarebbero aggiotaggio e truffa aggravata, inoltre, aggiunge il Codacons: «Anche gli ortaggi surgelati sembrano essere caduti nel vortice degli aumenti». Ai rincari di frutta e verdura ha dichiarato guerra il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno, mettendo sotto accusa soprattutto i grossisti. «La produzione si è ridotta fino a punte del 70% a causa di gelo e siccità – dice il ministro – ma abbiamo verificato che il momento speculativo più grave, quello che ha fatto letteralmente esplodere i prezzi, toccando in alcuni casi rincari del 250% non riguarda tanto le vendite al dettaglio, in cui pure sono registrati aumenti che raggiungono il 100%, quanto nell`ingrosso, dove la corsa dei listini ha aspetti veramente ingiustificati». Quindi Alemanno avverte: «Ho disposto di accertare in tutte le sedi opportune l`ammissibilità di questi rincari incredibili per colpire chi approfitta di una situazione che già penalizza duramente il settore». Al nucleo specializzato dei carabinieri distaccato alle Politiche agricole sono arrivate 40 segnalazioni di aumenti ingiustificati e i militari stanno valutando l`opportunità di svolgere indagini per verificare gli estremi di denunce per aggiotaggio. E Alemanno ha convocato per dopodomani un tavolo di confronto sul settore ortofrutticolo a cui parteciperanno produttori, grossisti e dettaglianti, con l`obiettivo di assicurare la piena trasparenza del mercato. Alle accuse del ministro delle Politiche agricole i grossisti rispondono con «stupore e indignazione». Ottavio Guala, presidente di Fedagro Mercati, la federazione nazionale degli operatori dei mercati all`ingrosso ed agroalimentari, replica: «Stupisce parecchio e preoccupa ancora di più che il ministro Alemanno avalli notizie e dia per buoni dati facilmente confutabili senza conoscere l`attività dei mercati agroalimentari e senza aver mai sentito il parere dei grossisti o dei loro rappresentanti. Siamo enormemente distanti da quella che è la realtà dei rapporti tra operatori dei mercati all`ingrosso e produzione. Non è assolutamente vero che i rincari della merce avvengano nei mercati all´ingrosso soprattutto a danno dei produttori agricoli. Non siamo certo noi a triplicare i prezzi della merce, come invece sostiene una delirante indagine della Coldiretti». La valutazione del ministro Alemanno è stata, infatti, pienamente condivisa dalla Coldiretti, che, in uno studio condotto con l´Ismea, afferma: «I prezzi dei prodotti ortofrutticoli tendono a triplicare nel passaggio dall`azienda agricola al mercato all`ingrosso e a raddoppiare dall`ingrosso al dettaglio. Questo indifferentemente al fatto che si tratti di prodotti coltivati in pieno campo, in serra o già in magazzino». E l´Adiconsum non ha dubbi: «Siamo in piena speculazione – dice il segretario, Paolo Landi – sono saliti alle stelle anche i prodotti importati dal Nord Africa. A questo fenomeno contribuiscono i grossisti, che ritardando la consegna ai mercati spuntano prezzi altissimi». Una situazione pesantissima per le tasche degli italiani, tanto che la Federconsumatori ha calcolato per una famiglia-tipo di moglie e marito con un figlio un aumento di spesa di circa 756 euro all´anno, calcolando l´eventualità che i rincari delle verdure si ripercuotano sull´intero arco dei dodici mesi. Il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano, non intravede però conseguenze di lunga durata per l`aumento dei prezzi: «Si tratta di un fatto dovuto in gran parte alle gelate. Non geleremo certo per tutta la vita». Marzano ha comunque ricordato che è già operativo l`osservatorio istituito dal governo per monitorare i prezzi, raccogliere segnalazioni e dare indicazioni. Intanto arrivano le prime valutazioni sui danni provocati da gelo e siccità: 250 milioni di euro. Una stima su cui concordano Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori e Coldiretti. Quest´ultima organizzazione ha individuato le situazioni più critiche in tredici regioni (Abruzzo, Puglia, Basilicata, Sicilia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Campania, Calabria) ed ha già chiesto al governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. «Non è certo piacevole, in questo momento di grande difficoltà ambientale per l´agricoltura e, più in generale, per il Paese, ricordare che, da anni, stiamo insistendo sulla necessità di una nuova politica per le risorse idriche, capace di rispondere a nuove contingenze climatiche come quelle che si stanno registrando in questi giorni», sottolinea da parte sua il presidente dell` Associazione Nazionale Bonifiche, Arcangelo Lobianco, ricordando il piano a breve termine per l´utilizzo delle acque proposto nel luglio scorso. Ma, oltre all´emergenza climatica si deinea quella dell´agropirateria. A lanciare l´allarme, in una lettera ai commissari europei Franz Fischler e Pascal Lamy è il presidente della Coldiretti, Paolo Bedoni. «A fine mese si aprirà il nuovo round del Wto – scrive Bedoni – e resta una forte preoccupazione sulla questione delle garanzie per le indicazioni geografiche dei prodotti al di fuori del settore vini e bevande alcoliche. Questo soprattutto dopo essere venuti a conoscenza di alcune dichiarazioni da parte di esponenti governativi Usa, che affermano di aver evitato al vertice di Doha il lancio dei negoziati sulle indicazioni geografiche». Il rischio è che l`uso abusivo di nomi storici dell´agroalimentare Made in Italy ed europeo leda gravemente l`immagine di questi prodotti.

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