Prezzi alle stelle, accuse ai grossisti
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fonte:
- la Repubblica
Prezzi alle stelle, accuse ai grossisti
Ortaggi, rincari non solo per colpa del gelo. I coltivatori: un disastro
Ma presto, secondo i carabinieri, potrebbe scattare una massiccia repressione
ROMA ? La speculazione c`è, come adesso sostiene anche il governo. L`identità ? o almeno l`identikit ? dello speculatore finora era rimasta sullo sfondo. Ma ormai la corsa al rialzo degli ortaggi è diventata emergenza nazionale. Le reticenze diplomatiche cominciano a cadere, e sul banco degli imputati rischiano di finire i grossisti. «Sono loro a controllare la distribuzione e a fare i prezzi», accusa il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni. «Noi produttori abbiamo raccolti distrutti, poca merce da offrire e spesso in pessime condizioni. Il potere contrattuale è ridotto ai minimi termini, siamo vicini al disastro».
Parole dure, che scatenano la reazione dei venditori all`ingrosso: «Siamo tutti in difficoltà, il mercato è drogato e anche noi ci stiamo rimettendo», replica Alessandro Gravina, direttore del mercato ortofrutticolo all`ingrosso di Fondi, il più grande d`Italia. I nervi sono molto tesi, in tutte le componenti della filiera. E contro chi sta approfittando del dramma dell`agricoltura per fini speculativi ? chiunque sia ? presto potrebbe scattare la repressione: il reato ipotizzabile ? dicono i carabinieri ? è aggiotaggio, che punisce l`autore di artifici che alterano a proprio vantaggio i prezzi delle merci. Un invito che il Codacons ha subito accolto, presentando le prime denunce alla Procura di Napoli.
L`ira degli agricoltori si è scatenata contro il “ricarico“ dei grossisti, cioè la differenza tra il prezzo di acquisto dal produttore e quello di vendita al dettagliante. Secondo i dati forniti ieri dalla Confederazione italiana agricoltori, per esempio, da Natale a oggi il prezzo alla produzione delle zucchine è cresciuto del cento per cento. Quello all`ingrosso addirittura del 265 per cento, e quello al dettaglio del 234,5 per cento. Significherebbe che se a causa del gelo e della siccità il prezzo pagato ai coltivatori è raddoppiato, il grossista ha rincarato oltre il triplo e poco meno ha fatto il fruttivendolo.
«Sono tutte boutade», spiega Gravina, ma vorrebbe dire qualcosa di peggio. «Io non so dove le associazioni degli agricoltori prendano queste cifre. La verità è che questa crisi sta mettendo alle corde anche noi distributori, e che i ricarichi si sono ridotti. Altro che aumenti». Niente speculazioni, quindi? «Forse qualcuna, ma è opera di singoli soggetti, grossisti o dettaglianti, che andrebbero puniti severamente».
Il balletto delle cifre e delle accuse non risparmia nessuno. E anche i fruttivendoli cominciano a essere guardati in cagnesco dai consumatori. A Milano, Dino Accascià, presidente dell`associazione dettaglianti ortofrutticoli, ha esposto nel suo negozio la fattura rilasciata dal grossista, invitando tutti i colleghi a imitarlo: «Così ? dice ? il cliente si fa un`idea più chiara».
Gesti disperati, che mostrano in tutta la sua drammaticità la crisi di un intero settore. I danni invocati dagli agricoltori ? secondo le ultime stime della Cia ? ammonterebbero a 300 milioni di euro (poco meno di 60 miliardi di lire). Un disastro, che induce ormai le associazioni di categoria a chiedere con insistenza sempre maggiore la dichiarazione dello stato di calamità. E se il clima non dovesse cambiare, sarebbe la catastrofe: gelate notturne e siccità potrebbero compromettere anche i raccolti della primavera e dell`estate: la semina dei cereali, in primo luogo. Ma anche gli alberi da frutta ? finora parzialmente risparmiati ? potrebbero soffrire, vista la prossimità dei germogli di susine, albicocche e ciliegie. In alcune zone, come il Piemonte, l`allarme si estende alla vigna: se non comincia a piovere, il 3035 per cento delle viti rischia di non germogliare.
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