19 Gennaio 2002

Codacons anti-fumo, blitz al bar Rosati

Codacons anti-fumo, blitz al bar Rosati
L`associazione dei consumatori ha fatto irruzione nel locale di piazza del Popolo. Due ragazze, colte con la sigaretta in bocca, hanno puntato i piedi. Si è scatenato un putiferio.

ROMA – Stavano fumando tranquillamente una sigaretta nel bar Rosati. Due tiri subito dopo il caffè, come sempre. Questa volta, però, avrebbero fatto meglio a scegliere un altro posto. Nel locale di piazza del Popolo, all`odore di quelle due sigarette, sono accorsi carabinieri, polizia, giornalisti, responsabili di associazioni. Un affare di Stato. Una delegazione del Codacons aveva deciso di lanciare la propria battaglia contro il fumo.

Gli ispettori dell`associazione dei consumatori sono scesi in campo a Roma e in altre città italiane per far rispettare le nuove regole. Nella Capitale, hanno lanciato l`offensiva nel bar Rosati alle 14 e 30. L`orario era quella giusto e non ci è voluto molto a sorprendere i trasgressori con le mani nel sacco. La delegazione, capeggiata dal presidente Carlo Rienzi, ha colto due ragazze in flagranza di reato ed è andato subito a redarguirle. Le giovani fumatrici si sono difese, non avevano alcuna intenzione di fare da caprio espiatorio. Hanno puntato i piedi e hanno sottolineato che non avrebbero spento le loro sigarette perché non vedevano alcun cartello nel locale. Un agitatissimo responsabile della sala si è affrettato a dire che i cartelli con la scritta vietato fumare stavano per essere affissi in tutte le sale.

L`atmosfera si è riscaldata e sul posto, a difesa del proprietario del bar, è giunto anche Nazareno Sacchi, il responsabile provinciale della Fipe, l`associazione che raggruppa i pubblici esercenti. “In base alla normativa vigente non è affatto vietato fumare in bar e ristoranti – ha detto Sacchi -, secondo una circolare del 2001 questi due luoghi pubblici sono esclusi dalla normativa“. Gli ispettori del Codacons, nel caos generale, hanno mobilitato i carabinieri del Nas e la polizia. Gli agenti del Commissariato Trevi sono arrivati per primi sul posto e hanno preso le generalità delle due donne che riceveranno a casa una contravvenzione di 50 euro. Più salata dovrebbere essere la multa del titolare del bar: tra i 50 e i 500 euro.

L`associazione dei consumatori, che si è resa protagonista di anologhe iniziative a Milano e Catania, protesta contro la scarsa applicazione delle nuove regole sul fumo. “Dai nostri blitz – ha detto Rienzi – è emersa una scarsa conoscenza delle leggi che disciplinano il divieto di fumo nei locali pubblici da parte delle forze dell`ordine, che non sapevano se multare o no i trasgressori-fumatori“. Il Codacons chiede quindi un incontro il ministro della Salute Girolamo Sirchia per porre alla sua attenzione il rispetto della nuova normativa. “Il ministro deve essere chiaro – ha sostenuto Rienzi – esiste una sentenza della Corte Costituzionale che tutela i lavoratori, anche dei bar e dei ristoranti. Certo, sarebbe meglio inserire nella finanziaria una norma più chiara, ma oggi i divieti esistono già“. Di diverso parere è il responsabile della Fipe, che ha denunciato il presidente del Codacons per aver agito in mancanza di un divieto effettivo.

Alla protesta del Codacons si è unita la Lega italiana per la lotta contro i tumori. La Lilt ha attivato il numero verde 800998877 per denunciare violazioni della nuova normativa e per offrire consulenza legale ai lavoratori più a rischio. L`associazione chiede il ministro Sirchia faccia ulteriori passi avanti per eliminare una volta per tutte e con chiarezza il fumo dai locali pubblici. “Abbiamo già raccolto 50 mila firme – spiega Francesco Schitulli, presidente della Lilt – per chiedere la revisione della legge anti-fumo“.

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