18 Gennaio 2002

«Siamo stanchi delle lunghe attese»

Ceglie

Cittadini costretti a ore di attesa per pagare una bolletta o riscuotere la pensione

«Siamo stanchi delle lunghe attese»
Nell`occhio del ciclone ancora una volta le Poste Italiane

CEGLIE MESSAPICA
«È a dir poco riprovevole il silenzio dei vertici delle poste nonostante le giornaliere proteste dei cittadini».
Questo uno dei tanti commenti di chi in queste settimane non riesce a pagare una bolletta in scadenza.
«Fin dai primi di dicembre – un altro signore – andare alle poste era una vera impresa». E come non dare ragione a tutta quella gente che per necessità deve recarsi all`ufficio postale? Davvero da altri tempi lo spettacolo che, transitando da Piazza Sant`Antonio al mattino intorno alle 7, si vede: la scalinata è occupata da gente che incolonnata è andata per prendere il posto. Cosa a dir poco assurda se si tiene conto che molti sono anziani, in fila solo per riscuotere la pensione. Eppure, di fronte a questi spettacoli i vertici delle poste appaiono a dir poco insensibili, senza aver pensato per un attimo che almeno in questa fase era da attivare l`apertura pomeridiana.

«L`importante – ci dice un altro utente che, evidentemente, è informato – aver dimostrato che l`azienda ora è diventata attiva». Certo, ma a quale prezzo: assottigliamento di personale, chiusura pomeridiana dei servizi. Ed a proposito di personale è davvero stoico il modo con il quale stanno lavorando, anche se sono coloro – incolpevolmente – che si sorbiscono le invettive della gente. Insomma, una situazione che si sarebbe dovuto prevedere per comportarsi di conseguenza garantendo un minimo di efficienza in questo particolare periodo di passaggio dalla lira all`euro.

Ma queste sono … sciocchezze. A nulla conta se a farne le spese sono i cittadini che, comunque, il servizio non lo ricevono certamente gratis. E così, alla beffa si unisce il danno. Specie per quegli utenti che al mattino lavorano.
«E` dal 18 dicembre – ci dice uno di loro – che tento di pagare la luce, ma inutilmente nonostante i tentativi quotidiani». Nei giorni scorsi è stato addirittura necessario l`intervento dei carabinieri. Gli addetti agli sportelli, alle 13,30 hanno chiuso. La gente ha iniziato a protestare forte della norma secondo la quale «dev`essere servito fino all`ultimo utente presente nell`ufficio».

Già, ma c`era il problema che le code, fin dalle prime ore d`apertura, si prolungavano fino al di fuori dell`ufficio ormai al limite della capienza. Da qui la decisione di chiudere. Ed a tal proposito c`è pure chi si preoccupa che si possa veder interrotta l`erogazione del servizio elettrico o del telefono proprio per il mancato pagamento. Ecco perché l`utilità dell`apertura anche di pomeriggio; una logica opportunità offerta a quanti al mattino lavorano e non possono assentarsi per molto tempo. Al pomeriggio, la fila può essere anche accettata. Ovviamente sarebbe auspicabile che ciò non accadesse in un Paese moderno.
A proposito dell`impossibilità di pagare le utenze, interesse ha suscitato l`iniziativa che vorrebbe prendere la locale sezione del Codacons che, per bocca del suo rappresentante, il geom. Gaetano Suma – così come anticipò nei giorni scorsi alla «Gazzetta» – affermò che «sono al vaglio eventuali possibilità per poter chiedere il risarcimento delle multe che verranno applicate agli utenti per ritardato pagamento delle bollette».

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