Scuola negata agli autistici
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fonte:
- Il Nuovo.it
La scuola di via Satta respinge la richiesta della cooperativa sociale “Autismo e futuro“ che è in cerca di sede. La preside, tra l`altro, sfratta anche un`altra coop che si occupa di recupero dalla tossicodipendenza.
ROMA – C?è gente che non mette la solidarietà ai primi posti nella propria scala di valori. Come la presidente di una scuola di via Satta che si rifiuta di ospitare, nei propri locali, la sede della cooperativa sociale “Autismo e Futuro“, nata alla fine del 1999 e ancora alla ricerca di un posto dove poter svolgere la propria iniziativa.
E` una triste storia, quella di questa piccola cooperativa. L?Asl Rm B, a cui l?associazione si era rivolta per ottenere una sede stabile, individua nella scuola del 92° Circolo di Via Satta locali inutilizzati negli orari extrascolastici, credendo quindi di aver trovato una buona occasione. Il Circolo possiede inoltre una sede dislocata, chiamata ?La villetta? occupata a tempo pieno da un?altra cooperativa, ?La Calamita?, che si occupa della prevenzione della tossicodipendenza tra i giovani.
Ecco quindi la soluzione ideale: perché non concedere ad ?Autismo e futuro? la sede dislocata, utilizzabile a tempo pieno, e concedere ai ragazzi della ?Calamita? i locali della scuola? Del resto esiste anche una legge (297/94) che prevede la concessione dei locali delle scuole pubbliche per opere di formazione sociale e culturale. Per capirsi, è quella che ha permesso a molte scuole di trasformarsi in palestre nelle ore pomeridiane.
Ma se va bene per la palestra, guai a ex tossici o handicappati. Il preside della scuola, dopo essere stato invitato a concedere i locali, non solo ne ha vietato l?utilizzo, ma ha anche sfrattato i giovani della ?Calamita?; e ha denunciato l?Asl alla Procura della Repubblica di Roma.La motivazione data dal solerte dirigente excolastico è stata la preoccupazione per le opere di manutenzione permanenti che sarebbero necessarie per adibire la scuola ad attività di volontariato e che creerebbero problemi all?attività della scuola stessa.
L?Asl nega assolutamente che in qualsiasi momento si sia parlato di tali opere di manutenzione. “Sembra che il preside pensi alla scuola come a una sua proprietà di cui poter disporre a suo piacimento“, commenta il Codacons, l`associazione di consumatori che ha presentato un`istanza d`accesso sui criteri di utilizzazione delle strutture scolastiche e ha diffidato il preside.
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