15 Gennaio 2002

“Salvami“…da Jovanotti

?Salvami??da Jovanotti

L?osservatorio per la qualità dei programmi tv del Codacons ha ricevuto le proteste degli utenti televisivi italiani allibiti dall?incredibile esposizione mediatica del cantante Jovanotti. C?è chi parla di addirittura 38 apparizioni tv nell?arco di appena 7 giorni.
Ciò che lascia perplessi i consumatori è come sia riuscito il bravo Lorenzo Cherubini a piegare le reti televisive al suo volere, strumentalizzando i canali e cancellando la pluralità e la varietà dell?offerta televisiva. E lo zapping parla chiaro. Il telecomando si sintonizza su un determinato canale e c?è lui in camicia e pantaloni oversize a intonare ?Salvami?. Si cambia rete e c?è ancora lui, magari in un programma pre-registrato. Spegniamo la televisione per riaccenderla mezz?ora dopo e toh, chi becchiamo? Ma ancora lui a lanciare proclami contro la guerra. Da Panariello al TG dei ragazzi di Rai 3, da La prova del cuoco al Costanzo Show, da Cucuzza a Striscia la Notizia, da Marzullo a Magalli, da Le Iene a Cominciamo bene, da Vespa a Top of the Pops passando per le tv locali e quelle via satellite fino alla tv via internet. Un vero tour de force quello di Jovanotti, che ha saputo trasformare la tv nella sua personale agenzia pubblicitaria. ?La volontà e la libertà di scelta del telespettatore è stata quasi annullata, a danno della qualità complessiva di un?offerta televisiva che si impoverisce di giorno in giorno?, sostiene l?associazione per i consumatori.

Il Codacons non critica il messaggio lanciato nella sua canzone, che può essere condivisibile o meno, ma il suo strumentalizzare le reti televisive per meri scopi di marketing, in contrapposizione all?immagine freak che ha saputo costruirsi nel corso degli anni.
E vediamo nel dettaglio come la pensano gli utenti. Per il 25% di coloro che hanno scritto all?osservatorio del Codacons Jovanotti è solo ?abile imprenditore musicale e non un cantante?; è ?retorico? per il 17%; ?utilizza la questione della guerra per guadagnarci sopra? per il 10%. Percentuali inferiori lo definiscono ?pubblicitario?, ?mercante?, ?ipocrita? e addirittura ?il Berlusconi della musica?.
Ciò che conta, alla fine, è constatare che della sua canzone e del messaggio incluso nel testo non resterà assolutamente nulla, cancellato dalla sovraesposizione mediatica che lo ha visto protagonista.

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