Bond a rischio, risparmiatori sul piede di guerra
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fonte:
- Corriere della Sera
Bond a rischio, risparmiatori sul piede di guerra E sul crac oggi supervertice degli istituti italiani
Negoziato internazionale per il recupero crediti
I consumatori: coinvolti almeno 450 mila investitori
MILANO – Banche al lavoro, risparmiatori sul piede di guerra. Mentre dall?Argentina arrivano proposte di drastici tagli di cedola per i titoli del debito estero in mano ad operatori locali. L?evoluzione della crisi argentina, ben lontana da una soluzione chiara, mette ogni giorno sul piatto cifre e battaglie giuridiche. Oggi per la prima volta le banche italiane si metteranno intorno a un tavolo dell?Abi (l?associazione degli istituti di credito) per parlare degli effetti del crac sudamericano sui loro portafogli, ma anche su quelli della clientela privata. E intanto un gruppo di associazioni di consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Fedrconsumatori) annuncia la nascita di un Comitato per tutelare i diritti e le ragioni dei risparmiatori con in tasca i bond argentini. Secondo le stime pubblicate ieri dal neonato Comitato gli investitori coinvolti sarebbero 450 mila e i soldi in questione ammonterebbero a 13,5 miliardi di euro. Non sono dati ufficiali – dicono gli stessi promotori dell?iniziativa che hanno già chiesto un incontro con Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi -, ma la sensazione che l?esposizione dei singoli risparmiatori italiani sia davvero elevata è condivisa anche da molti operatori. Dice Luigi Ruggerone, economista esperto di Paesi Emergenti di Banca Intesa: «Solo sommando il valore iniziale delle nove emissioni argentine quotate alla Borsa di Milano si superano i 4 miliardi di dollari. Poi c?è tutto il panorama, difficile da definire, dei titoli non quotati. Che sono molti di più….». Una quantificazione, dunque, sarà senz?altro una delle prime mosse del Comitato preoccupato che il governo «si dimentichi dell`esproprio di risparmi di migliaia di risparmiatori (non di speculatori) italiani». E anche degli esperti di credito e gli economisti mandati da tutte le banche italiane alla riunione dell?Abi. All?ordine del giorno, infatti, ci sono la ricostruzione dell?esposizione dei singoli istituti (in tutto circa 4 miliardi di dollari) e una prima ricognizione sui portafogli della clientela. Secondo il Comitato pro risparmiatori l?investimento medio sarebbe di 31 mila euro (circa 60 milioni di lire) nei bond argentini. La loro speranza di salvataggio è legata ad una sorta di trattativa privata internazionale che si potrà svolgere tra i rappresentanti della maggioranza dei creditori e il governo argentino. Un processo che potrà cominciare non subito (i termini della proposta argentina si conosceranno solo fra qualche settimana) e che vedranno coinvolti in prima persona, con molta probabilità, rappresentanti delle banche più esposte.
Intanto da Buenos Aires arrivano le proposte di rinegoziazione del debito estero in mano a operatori locali, pari a circa 50 milioni di dollari. Secondo «Ambito Financiero», un giornale specializzato locale, il ministro dell?economia propone una riduzione della cedola media dal 7 al 2% e un taglio del nominale pari al 30%. In alternativa una sospensione «sine die» dei rimborsi.
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