13 Gennaio 2002

L`Euro non ha fermato la corsa ai saldi

L`Euro non ha fermato la corsa ai saldi

In molti hanno approfittato delle svendite per spendere le ultime lire

IL «NUOVO» COMMERCIO

BOLZANO. Svaniti i timori della vigilia: l`euro non ferma la corsa ai saldi. Walter Amort, presidente dell`Unione commercio e Paolo Pavan, segretario della Confesercenti non hanno dubbi. «Il primo giorno di svendite è partito alla grande. In molti negozi più della metà della clientela è arrivata alla cassa con la nuova moneta, ci avviamo verso il giro di boa del 70-80%, a fine gennaio la lira sarà solo un caro vecchio ricordo». In molti poi, ne hanno approfittato, per spendere e liberarsi delle ultime lire.
«La prima giornata di euro-svendite ha visto il solito vivace afflusso di clientela – spiega Paolo Pavan – chi si aspettava consistenti aumenti di prezzo dovuti al fatto che la stagione (soprattutto per abbigliamento, calzature e intimo) non è andata bene, è rimasto deluso e chi andava sostenendo che l`introduzione dell`euro potesse scoraggiare i clienti è stato smentito. Diciamo che le svendite, nella zona nuova della città, sono perfettamente in linea con gli scorsi anni».
Lo stesso vale per il centro.
«Gli affari sono andati bene – spiega Walter Amort – e non ci sono stati problemi di sorta per i pagamenti in euro». Non si sono viste le code davanti ai negozi di qualche anno fa ma la ressa alle casse (un classico quelle di “Oberrauch Zitt“), era comunque evidente. I primi saldi con le nuove banconote in una mano e l`euroconvertitore dall`altra verranno ricordati anche per cartelli e cartellini che hanno tappezzato le vetrine con i canonici quattro prezzi per ogni prodotto: il prezzo originale in lire ed euro ed accanto il prezzo scontato sempre in lire ed euro.
I commercianti hanno scelto la strada dell`assoluta trasparenza suggerita anche dalle associazioni dei consumatori per semplificare la vita delle persone – soprattutto gli anziani – ancora poco pratici con la nuova moneta.

Nella stragrande maggioranza dei casi nelle vetrine hanno dominato – in quanto a grandezza – i prezzi in euro. Da “Sportler“, per esempio, i cartelli appesi in alto, all`interno del negozio, erano solo in euro. E c`è anche chi non ha perso il vizio del classico sconto civetta delle care vecchie 9.900 o 99.900 lire. Una profumeria che ha rinnovato i locali, ad esempio, ha messo in vetrina sconti a 4.99 euro, 6.99 euro, ma in questo caso la civetta fa proprio ridere visto che si risparmiano solamente diciannove lire.
E alle casse com`è andata? E` successo di tutto. La maggioranza delle persone ha pagato con carte di credito e bancomat, molti hanno usato gli euro ma tanti ne hanno approfittato per spendere le ultime lire. «Questo cappellino lo ricorderò negli anni – spiegava ieri una donna – l`ho comperato con le ultime lire». E con il resto com`è andata? Unione e Confesercenti hanno consigliato agli associati di dare il resto in euro, per favorire una più veloce diffusione della nuova moneta tra i consumatori. Ma c`è stato anche chi ha voluto a tutti i costi il resto in lire. «Sì – spiega Pavan – si tratta quasi sempre di anziani che non ne vogliono sapere di avere in mano gli euro». A proposito va citato un fatto. Ieri, in centro città, un`anziana è entrata in un`erboristeria, ha pagato un prodotto con 500mila lire ed ha voluto il resto in lire. «O mi date le lire o io resto qui!», ha spiegato alle commesse senza mezzi termini. E lire le sono state date. Le associazioni dei consumatori ripetono di non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale, ricordare che i canonici 49.90 euro, in realtà sono 50 euro e non 49, guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti (i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno). «Siate pignoli – spiegano – di un capo verificate se è di pura lana vergine o di lana. La seconda lana può essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedete la provenienza: i prodotti che arrivano dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle spesso provocare allergie».
Dulcis in fundo una “chicca“: il Codacons ricorda di conservare sempre lo scontrino perché il commerciante è obbligato a cambiare l`articolo difettoso anche se dichiara che con i capi in svendita non lo può fare.

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