La Procura indaga sugli affreschi scomparsi
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fonte:
- Il Messaggero
I lavori continuano senza sosta nella casa al numero civico 14 di via Sara Levi Nathan, ma parallelamente ne sono inziati anche altri che potrebbero metterne in discussione il proseguimento, quelli, cioè, della Procura della Repubblica. Ieri infatti sono stati ascoltati nella sede del tribunale di Pesaro alcuni componenti del comitato dei residenti, che avevano denunciato la non congruità dell?intervento, in veste di ?persone informate dei fatti“. Un?audizione che fa seguito agli esposti presentati sia dai residenti, tramite il Codacons, che dalla Sovrintendenza per i beni architettonici di Ancona.
L?attenzione del magistrato è soprattutto orientata alla sorte degli affreschi misteriosamente scomparsi da quella che secondo alcuni studiosi potrebbe anche essere stata l?abitazione proprio della famiglia Levi Nathan.
La ditta che sta eseguendo i lavori infatti asserisce che tali affreschi siano stati rubati nottetempo, ma stranamente non ha mai presentato una denuncia. Oltretutto in una relazione del direttore dei lavori del febbraio 2001 si legge che il palazzo non conteneva oggetti artistici di rilievo, mentre gli affreschi, presumibilmente tardo settecenteschi, erano presenti fino a quando l?ultimo degli inquilini ha lasciato il palazzo non più di tre mesi fa.
E secondo alcuni studiosi gli affreschi presenterebbero molte affinità con quelli di palazzo Montani Antaldi (in particolare nella figura di Orfeo), tanto da rendere plausibile la supposizione che dietro ci sia la prestigiosa mano del pittore pesarese Lazzarini o a qualcuno della sua scuola.
Ma il tribunale sta anche indagando sulla congruità dell?intervento in corso rispetto ai canoni del recupero conservativo per il quale erano stati autorizzati i lavori.
In effetti è difficile pensare che la distruzione del giardino interno (riconoscibile sulle mappe pontificie fin dal 1800) per la costruzione di un parcheggio, la ridefinizione degli ambienti interni (da 3 a 9 appartamenti) ed il completo rifacimento della facciata (che perderebbe due botteghe per far posto ad un?entrata per le auto) possano rientrare nei canoni di un recupero conservativo.
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