9 Gennaio 2002

Non si ferma la guerra degli arrotondamenti

L?euro diventa un?abitudine

L?addio alla lira

A Eurolandia aumentano ancora gli acquisti con la nuova moneta
Non si ferma la guerra degli arrotondamenti. Preoccupa l?inflazione

Ma continuano le code agli sportelli dopo lo sciopero delle banche

Roma. Per smaltire gli effetti del lungo week end senza banche cui si è aggiunta una giornata di sciopero c?è voluta molta pazienza. Per tutto il giorno di fronte agli sportelli degli istituti di credito le file sono state in media di un`ora e mezza con punte superiori nel primo mattino e gente rimandata a casa a cavallo di ora di pranzo. Ma per le autorità che vigilano sul delicato periodo di passaggio alla nuova moneta è tutto regolare. Le code e i disagi sono fisiologici, spiegano all?Abi, e la Bce si compiace perchè il change over procede senza intoppi gravi, naturalmente code escluse. E così ieri da Francoforte veniva segnalato l?innalzarsi nei Paesi di Eurolandia al 75 per cento degli acquisti in euro, con la prospettiva di arrivare al pieno utilizzo della nuova moneta nel giro di un paio di settimane. Entro la fine del mese pressochè tutti i cittadini d?Europa potrebbero aver cancellato la moneta d?origine. In questo quadro l?Italia è ancora un po? sotto le medie ma ieri la diffusione dell`euro è salita al 60 per cento e secondo l?Abi dal primo gennaio nelle tasche degli italiani sono affluiti quasi 10 miliardi di euro, un terzo dei quali erogati dai bancomat che ormai sono tutti tarati per emettere la nuova valuta. Boom anche per i pagamenti con carte elettroniche. Solo per il Pagobancomat nella prima settimana di gennaio c?è stato un balzo del 73 per cento nel suo utilizzo con una spesa complessiva di quasi 475 milioni di euro.

Su scala europea la Bce segnala che il ritiro delle vecchie banconote procede senza difficoltà e la stagione dei saldi che si sta avviando in tutti i Paesi contribuirà ad accelerare la scomparsa delle vecchie valute nazionali. L?invito ai consumatori è comunque quello di fronte alla rarefazione di alcuni tagli come i 5 e 10 euro di evitare fenomeni di accaparramento per non rallentare ulteriormente la diffusione.

Di pari passo continua la guerra degli arrotondamenti tra consumatori e commercianti. I primi sono pronti a giurare che a gennaio per colpa dei ritocchi dei listini si conoscerà una fiammata inflattiva ben superiore al previsto. E parallelamente hanno avviato le prime azioni giudiziarie nei confronti di commercianti scorretti. La denuncia di «arrotondamenti selvaggi» lanciata dalle associazioni dei consumatori, ha scatenato le segnalazioni da parte degli acquirenti che a centinaia protestano contro gli aumenti. I centralini delle organizzazioni in difesa degli utenti sono presi d?assalto. Il Codacons segnala che continuano a pervenire centinaia di segnalazioni all?«Euro sportello» dell?associazione: solo ieri mattina le proteste sono state 375. Tra queste anche quella di un presidente della Corte dei Conti che segnalava l?aumento delle compresse vitaminiche Cebion, passate da 7500 lire a 4,13 euro (7997 lire). Nel mirino dei consumatori bar, ristoranti, musei, parrucchieri, alberghi, ma anche il prezzo di alcune visite specialistiche negli ospedali pubblici e di farmaci noti e meno noti. «Addirittura segnalazioni – scrive ancora il Codacons – circa prezzi alle stelle dei cavolfiori». «La top parade delle segnalazioni – segnala il Codacons – vede in testa bar e pasticcerie per l?aumento generalizzato di caffè, cappuccini, cornetti e brioche corretti …all?euro.» Il primo caso a finire sul tavolo di un giudice è quello di un esercente fiorentino accusato di aver arrotondato il prezzo di un caffè direttamente a un euro. In azione anche i vigili di Milano chiamati a controllare le infrazioni più diffuse.
Le preoccupazioni sull?impatto dell?inflazione sono però accolte con scetticismo dai principali analisti. La fiammata di gennaio è probabile anche se resta da definire la sua portata. Ma sarà un fenomeno destinato a esaurirsi nel giro di poche settimane, sia a causa della concorrenza che spingerà fuori mercato chi arrotonda in eccesso, sia di consumi ancora freddi. A fine anno l?obiettivo di scendere sotto il 2 per cento resta assolutamente realistico. In ogni caso il ministero delle Attività produttive ha fatto sapere di essere al lavoro per vigilare sull?andamento dei prezzi e sul fenomeno degli arrotondamenti. E già domani saranno diffusi i primi risultati cui ne seguiranno altri a cadenza di 10 giorni.

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