Maxi tralicci a Giogoli Il pm: “Reato prescritto“
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fonte:
- la Repubblica
Maxi tralicci a Giogoli Il pm: “Reato prescritto“
I tralicci giganti installati dall`Enel hanno incontestabilmente devastato la bellezza delle colline di Giogoli e di Colleramole. Ma il reato è prescritto. Lo ha sostenuto il Pm Tommaso Picazio nella sua requisitoria al processo contro cinque tecnici e dirigenti dell`Enel accusati di distruzione di bellezze naturali per il maxielettrodotto costruito nel `97 e fieramente contestato dagli abitanti delle colline violate e dai più importanti giornali del mondo, che insorsero contro «le torri che sfigurano un panorama incantato».
L`inchiesta fu aperta nel `97 dal procuratore Ubaldo Nannucci, che contestò la distruzione delle bellezze naturali come «reato permanente». Il Pm Picazio è di diverso avviso. A suo giudizio si tratta invece di un reato «a consumazione istantanea», seppure con effetti permanenti (dato che i tralicci sono sempre lì), e quindi la prescrizione decorre dal momento in cui sono stati costruiti. Ai cinque tecnici Enel ? i due progettisti del tracciato Renzo Dalla Fior e Franco Gallerini e i funzionari Sergio Balli, Giovanni De Nat e Renato Pani, tutti difesi dall`avvocato Nino D`Avirro ? era contestata anche la violazione della legge Galasso per aver eluso le prescrizioni impartite dalla Cba (Commissione beni ambientali) il 12 febbraio 1992. Prescrizioni che imponevano all`Enel di installare i tralicci in modo tale che l`apice di ogni pilone non superasse la linea di crinale. Per questo reato il Pm ha chiesto l`assoluzione perché il fatto non sussiste. Il 12 aprile `92 la Cba rilasciò un parere favorevole, dichiarando che nella variante presentata dall`Enel le prescrizioni venivano rispettate. Per il Pm, dunque, l`Enel era autorizzata ad operare.
Un punto sul quale le parti civili non concordano affatto. Gli avvocati Letizia Luciani per il Codacons e Corso Gineprari e Guglielmina Simoneschi, che rappresentano alcuni abitanti delle colline (uno dei quali ha un traliccio a 24 metri dalla porta di casa), sottolineano che tutti i consulenti hanno concordato sul fatto che le prescrizioni della Cba non sono state rispettate. L`Enel sostiene oggi che esse erano inattuabili, che i tralicci non potevano essere piantati in modo da non oltrepassare i crinali. Ma ? contestano gli avvocati ? allora non lo disse. Se lo avesse fatto, la Cba probabilmente avrebbe imposto l`interramento dei cavi.
Il processo si concluderà il 29 gennaio. Il Pm ha voluto sottolineare la civiltà con la quale i cinque imputati hanno affrontato il processo, con una menzione speciale per l`ingegner Balli che si è assunto l`intera responsabilità delle decisioni prese. «Sono 20 anni che faccio questo lavoro ? ha detto il Pm ? e solo un`altra volta ho visto un imputato assumersi le proprie responsabilità»
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