17 Dicembre 2001

Mistero sul destino degli affreschi

Mistero sul destino degli affreschi
Il difensore civico Calma
e i Beni Artistici
si erano opposti alla concessione

PESARO?Un primo risultato gli abitanti di via Sara Levi Nathan l?hanno ottenuto: i lavori all?interno del palazzo settecentesco ai numeri civici 12-14-16 si sono fermati. Quel che non si ferma, però, è l?azione legale dei cittadini, tanto che tra oggi e domani partiranno un ricorso al Tar e ben tre esposti.

Il ricorso al Tar ?prende di mira“ la concessione edilizia rilasciata dal Comune per i lavori di rifacimento. Si contesta la legittimità del via libera dato dal Comune visto che il palazzo si trova all?interno del centro storico e quindi dovrebbe essere interessato solo da interventi di recupero conservativo.
Ed i progetti, secondo i ricorrenti, assomigliano ben poco ad un intervento di questo genere: all?interno infatti dai tre appartamenti originari si passa a nove e non c?è più traccia del soffitto affrescato databile a cavallo di fine Settecento-inizio Ottocento. E anche all?esterno i lavori sono contestati perchè sarebbero tutt?altro che rispettosi dell?aspetto originario della dimora: nelle intenzioni dell?impresa infatti figura il proposito di trasformare il giardino interno a croce (anch?esso ottocentesco e presente in alcune antiche mappe della città) in un parcheggio per 10 auto. Ma il piano del giardino è rialzato di circa 70 centimetri rispetto al livello della strada cosicchè le finestre delle case si trovano a livello dei tubi di scappamento. Prima della sospensione dei lavori, però, sono stati abbattuti gli alberi e le viti del giardino contrariamente a quanto avvenuto a palazzo Gradari dove le piante del chiostro sono state vincolate dalla Sovrintendenza. Anche la facciata del palazzo uscirebbe trasformata dall?intervento: il cancello per permettere l?ingresso delle auto spazzerebbe via due botteghe che si affacciano sulla via.
Tutto tranne che un recupero conservativo – sostengono gli abitanti di via Levi Nathan – autorizzato tra l?altro nel periodo di salvaguardia tra un piano regolatore ed un altro. Ed è proprio su questo che poggia il ricorso al Tar che i residenti hanno avanzato tramite il Codacons, forti anche dell?opposizione alla concessione manifestata sia dal difensore civico il 26 novembre in una nota indirizzata al sindaco e al dirigente responsabile, che dalla sovrintendenza di Ancona, che ha manifestato la propria opposizione scrivendo al sindaco il 22 novembre.
I tre esposti invece sono indirizzati alla procura, alla sovrintendenza per i beni artistici di Urbino e alla sovrintendenza per i beni architettonici di Ancona. E nell?esposto si evidenzia come il direttore dei lavori abbia dichiarato che nella dimora non ci fossero beni artistici o architettonici di pregio. Una dichiarazione che secondo i ricorrenti non doveva rilasciarla lui e che è stata presentata corredata da fotografie del controsoffito a pannelli in polistirolo sotto il quale fino ad un mese fa si trovava l?affresco che ora non c?è più.

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