Affreschi persi per sempre
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fonte:
- Il Messaggero
Affreschi persi per sempre
Nel giardino che sarà un parcheggio già tagliati gli alberi
L?essere ubicata in pieno centro storico ed il perdurare del perido di salvaguardia, l?interregno tra un prg ed un altro, non ha salvato l?antica dimora di via Sara Levi Nathan 14 da pesanti interventi che ne stanno stravolgendo l?aspetto originario con la nascita di 9 appartamenti e di un parcheggio.
Alcuni abitanti della zona del ?ghetto“ si stanno muovendo perchè la situazione venga fermata prima che diventi irreparabile, tanto che a giorni verrà presentato un esposto, tramite l?associazione di tutela dei consumatori Codacons, per bloccare i lavori.
Ma su alcuni interventi è ormai impossibile tornare indietro: i soffitti decorati con affreschi tardo settecenteschi (alcune ?porzioni“ sono visibili nelle foto) ormai non esistono più ed il sospetto che siano stati staccati (non necessariamente dalla ditta che sta eseguendo i lavori, che anzi dice di non averne trovato traccia) e rivenduti è tutt?altro che peregrino.
Dove ancora si può intervenire è nel giardino interno: il progetto infatti prevede di trasformarlo in parcheggio con 10 posti auto. In barba a tutte le norme di salvaguardia è stato cancellato un giardino a croce ottocentesco (la cui esistenza è documentata anche in antiche mappe), gli alberi e le viti che lo componevano sono già stati abbattuti.
Questo nuovo uso del cortile interno si rifletterà pesantemente anche su tutta la facciata dell?edificio, infatti scompariranno due botteghe che si affacciano sulla strada (alla faccia dei propositi di salvaguardia dell?artigianato storico) per far posto ad un cancello comandato elettronicamente per l?accesso delle auto.
Ma il giardino è di circa 70 centimetri più alto del piano stradale, cosicchè i tubi di scappamento delle auto finiscono per essere a stretto contatto con le finestre delle case che si affacciano sul cortile.
La ditta si trincera dietro il possesso di tutti i permessi necessari, ma oppone il muso duro contro i dirimpettai che si ?azzardano“ a protestare, diffidandoli con fare minaccioso da intraprendere qualsiasi iniziativa in tal senso.
Del caso si sono interessati anche la sovrintendenza alle belle arti di Urbino ed il difensore civico comunale di Pesaro, ma le loro richieste, anzi vere e proprie opposizioni al rilascio delle autorizzazioni risalenti al novembre scorso, sono rimaste lettera morta.
Nel rilasciare le autorizzazioni il Comune ha fatto riferimento alla legge Tognoli che prevede la realizzazione di parcheggi. Ma tale legge non è mai stata applicata nei centri storici e quando gli abitanti della zona hanno chiesto al dirigente comunale responsabile della pratica perchè non fossero stati previsti parcheggi sotterranei, la singolare, e deontologicamente assai strana, risposta è stata: «Perchè l?impresa avrebbe speso troppo».
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