Dai consumatori uno stop alla fiorentina
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fonte:
- La Stampa
Dai consumatori uno stop alla fiorentina
L´Aia: massima trasparenza, servono più fondi per i controlli
ROMA Timori e paure per i nuovi allarmi Bse; no del Codacons a far tornare sulle tavole degli italiani la fiorentina, ma nello stesso tempo soddisfazione da parte della gente dell´attuale alimentazione e dei prodotti, anche se si chiedono maggiori controlli e informazione. Questo il quadro che emerge dopo la scoperta dell´ultimo caso (il 42°) di mucca pazza in Italia. L´Istituto zooprofilattico di Torino ha confermato i sospetti su un bovino femmina di cinque anni proveniente da un allevamento della provincia di Reggio Emilia, risultato non negativo ai test rapidi anti-prione.
Complessivamente i test anti-Bse finora fatti in Italia sono oltre 403 mila. Per tutelare il consumatore il Codacons lancia un appello: «Sulle tavole degli italiani la fiorentina non deve tornare». «Il rischio di contagio per gli italiani – affermano i responsabili dell´associazione di consumatori – è ancora alto. Si tenga conto che alcuni allevatori uniscono ai mangimi composti da farine vegetali, le farine animali, vietate per legge». L´associazione è preoccupata poi perché su 20.000 bovini morti, solo 5.000 sarebbero stati sottoposti ai test anti-Bse, mentre «gli altri 15.000 andrebbero in rottamazione». «La situazione Bse in Italia – spiega Nino Andena, presidente dell`Associazione italiana allevatori, che raggruppa 37 mila soci e rappresenta il 60 per cento del patrimonio bovino da latte – è sotto controllo. Il consumatore deve essere sicuro di ciò che mangia. I test sono tranquillizzanti. La percentuale fra controlli eseguiti e casi di mucca pazza è la più bassa d´Europa. Nostro interesse non è fornire una falsa serenità e tranquillità, ma sicurezza. C´è massima serietà da parte degli allevatori nel combattere il rischio Bse. Ovviamente non molleremo i controlli, i test e l´impegno a non utilizzare farine animali. Se qualcuno è a conoscenza dell´impiego deve denunciare chi è fuorilegge. Il nostro timore è, però, legato al fatto che con la Finanziaria non sono previsti adeguati stanziamenti per proseguire la lotta serrata alla Bse, con controlli e lo smaltimento delle farine animali. Il consumatore deve avere massima tracciabilità del prodotto. Per questo ci impegniamo a garantire un´etichettatura con massima trasparenza che indichi non solo il luogo di macellazione, ma anche origine e allevamento dove l´animale è cresciuto». A confermare la fiducia del consumatore è un´indagine Doxa, dove emerge che gli italiani continuano ad essere, nel complesso, soddisfatti dell´alimentazione attuale e dei prodotti della tavola anche se chiedono più controlli e informazione. Il monitoraggio evidenzia che il 69% degli italiani (sono stati intervistate 2054 persone, in 115 comuni) dà in media un giudizio positivo e solo il 12% un giudizio negativo con valori più alti fra i maschi e fra i giovani. La qualità del prodotto – secondo gli intervistati – dipende per il 45% degli italiani dalle materie prime. Il 29%, invece, ritiene qualità sinonimo di fiducia nel produttore. Importanti, poi, i costanti controlli dell´industria nelle varie fasi della produzione (24%) e i test degli enti pubblici sugli alimenti (18%). Il 13%, poi, ritiene importante il valore della marca già sperimentata. Solo per il 12% dipende la fiducia nel luogo di acquisto e per il 17% la zona di origine. Molto importante, infine, la possibilità di conoscere la provenienza e la tracciabilità del prodotto e delle materie prime. In particolare si chiede più informazione e controlli con maggiori test su materie prime (40%), scadenza (27%), test in tutte le fasi della produzione (18%) e regole più severe per la certificazione della qualità (17%), ma anche più informazioni sulle confezioni (37%).
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