Caso-caldaie
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Lunga battaglia in Consiglio. E l`amministratore della società avverte: «Si pagherà anche per le difformità riguardanti le canne fumarie»
L`ira del sindaco: «I patti vanno rispettati»
Il servizio svolto dall`Asea sarà verificato dal Comune a metà del biennio
Un primo obiettivo, sull`«affaire» caldaie, è stato raggiunto. L`altra sera è stato approvato l`ordine del giorno della maggioranza che impegna il sindaco e la giunta a controllare, a metà del biennio delle verifiche effettuate dall`Asea, le risultanze del servizio svolto in convenzione. Una sorta di resoconto, sulla base del quale le parti potrebbero ridiscutere il Piano d`impresa, se esistono le condizioni. Anche perchè il Consiglio – è stato detto – non può discutere la materia, oggetto di concertazione con l`Asea. E a questo proposito il sindaco Adriana Poli Bortone è stata chiara e categorica. «Noi rispettiamo i patti e gradiremmo che anche i cittadini li rispettassero. L`azienda privata – ha spiegato – ha scopi diversi dall`istituzione pubblica. Mi sembra quanto meno improprio, dopo un anno e mezzo che abbiamo sottoscritto precisi accordi con un soggetto privato, sulla base di un piano d`impresa e di conteggi che l`azienda ha fatto, cambiare le regole unilateralmente. Gli accordi sottoscritti – ha ricordato – sono passati attraverso l`unanimità della commissione consiliare, sono stati deliberati dal Consiglio e da due successive ordinanze; non c`è nessuna Assemblea che da sola può decidere di cambiare qualcosa». «Quanto baccano per 16mila lire l`anno – ha fatto notare la Poli – ma non ho sentito parlare di sicurezza dei cittadini, mentre in altre città crollano i palazzi e il gas esce da ogni parte. Abbiamo fatto le cose secondo le norme e con onestà intellettuale; ci siamo fatti carico di una situazione, quella degli Lsu, che non abbiamo voluto noi. C`è una crisi dello stato sociale e abbiamo fatto cose utili per i cittadini; e tutto questo – ha aggiunto – senza demagogia da campagna pre-elettorale». Ma l`opposizione non ha condiviso l`impostazione del sindaco e ha battuto su un altro tasto. Il costo del controllo degli impianti termici rappresenta una vera batosta per i cittadini, che si sentono vessati da una serie di «balzelli» non dovuti. E` stato obiettato che l`Asea avrebbe dovuto essere in grado di far fronte ai compiti previsti dalla convenzione con le proprie risorse professionali e tecniche, e non già con il «rastrellamento» di fondi, messi insieme con i costi delle verifiche, fatti pagare all`utente non trovato in regola, magari per una lieve difformità. «Così è troppo facile – ha sottolineato l`opposizione – Allora si può dare lavoro a tutti i disoccupati di Lecce: basta aumentare i costi dei servizi». Invece i leccesi – è stato fatto rilevare – battono i pugni e protestano. «Il costo dell`accertamento appare un`odiosa vessazione – ha denunciato Sandro Frisullo – perchè non è stato applicato con gradualità; a questo punto sarebbe opportuna una correzione, che consenta tariffe eque e garanzie per l`utente». Consiglio a parte, la confusione continua a regnare sovrana. Ogni orchestrale suona la sua «grancassa» e tutti, a quanto pare, hanno ragione. «I cittadini si stanno mettendo in regola – fanno sapere dall`Asea – E` stata raggiunta una percentuale di impianti a norma ben al di sopra della media nazionale: questo è solo uno degli obiettivi che la legge si prefiggeva e noi l`abbiamo centrato». «Abbiamo sistemato ottanta famiglie – evidenzia l`assessore Antonio Capone – Se ai cittadini non interessa, devo dire che al sindaco e a me, invece, questo interessa». «Le tariffe applicate sono ben lontane da quelle praticate in provincia – tuonano dall`opposizione – dovrebbero essere ridotte». L`unico che non può parlare è il cittadino, obbligato a pagare in un clima di scarsa chiarezza e di perdurante conflittualità. E a scendere in campo è anche l`Asea. «Il Codacons non deve sparare sull`Asea perchè applica le norme di legge – si lamenta l`amministratore Andrea Corvaglia – Dovrebbe invece chiedere al Comune la riduzione delle tariffe. Noi continueremo a far pagare il costo del controllo, come abbiamo sempre fatto, anche per le difformità riguardanti le canne fumarie e le distanze non rispettate. Nel prossimo biennio ci saranno 30mila caldaie in regola. Come faremo a pagare gli stipendi dei quaranta verificatori per cinque anni? Si fa presto a fare i conti in tasca alle aziende. Finora – precisa Corvaglia – ci abbiamo solo rimesso».
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