1 Dicembre 2001

Il canone Rai è più caro

Il Codacons presenta un ricorso al Tar: «È illegittimo perché il servizio non è migliorato»

Il canone Rai è più caro

Aumento di 2622 lire. Gasparri: sarà abolito

ROMA Il canone Rai aumenterà di 2.622 lire per il 2002. E? quanto prevede un decreto firmato ieri dal ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri: «È l?aumento più basso degli ultimi anni», ha detto, aggiungendo che in futuro non sarà impossibile l?abolizione del canone.
L?aumento – ha spiegato Gasparri – «scaturisce dall?applicazione dell?articolo 30 del contratto di servizio tra il ministero delle Comunicazioni e la Rai». Un contratto, ha ricordato il ministro, che «ha vigenza per il periodo 2000/2002 ed è un vincolo contrattuale non eludibile». «Dopo aver respinto richieste ben più elevate della Rai – ha aggiunto – si è addivenuti alla definizione di un ritocco del canone dell?1,46% a fronte di un?inflazione programmata per il 2001 dell?1,7%. L?aumento di 2.622 lire è il più basso da moltissimo tempo: nel ?98 era stato di 5.729 lire, nel ?99 di 4.450 lire, nel 2000 di 4.240 lire e nel 2001 di 3.000 lire». Gasparri ha ricordato che il «contratto di servizio, da cui scaturiscono le procedure per l? adeguamento del canone, scadrà alla fine del 2002, ma già dal primo luglio 2002 si potranno avviare le trattative per il rinnovo, cosa che questo ministero intende fare tempestivamente, aprendo un?ampia ed ariosa consultazione con tutti i soggetti a vario titolo interessati».
Gasparri nel pomeriggio è tornato a parlare di canone Rai, nel corso di una conferenza stampa: «L?aumento era dovuto nell?ambito del contratto di programma. Ma il canone, che è fortemente impopolare, non è certamente intangibile, immodificabile e l?obiettivo di una futura abolizione non è impossibile se ci saranno risorse economiche alternative». Il ministro ha ribadito di aver varare l?aumento del canone in base alla normativa oggi esistente: «Non avrei potuto sottrarmi a dare il via libera a questo aumento – ha detto rispondendo ad una domanda sul ricorso annunciato dal Codacons – ma ho voluto che fosse un aumento sotto il tasso di inflazione è più basso di quello fatto negli ultimi anni». Il cda Rai, ha aggiunto il ministro, aveva chiesto un aumento ben più alto: «a luglio il consigliere Balassone aveva chiesto un aumento di 10.000 lire del canone». Gasparri ha sottolineato che dal primo luglio 2002 si apriranno le trattative per il nuovo contratto di programma: «Allora potremo ridiscutere tutto e in particolare puntare alla razionalizzazione dei costi e alla trasparenza. I manager della Rai devono rendere note al consiglio d?amministrazione l?entità delle consulenze esterne anche sotto i cinque miliardi»; ora, infatti, ha spiegato il ministro, in base alle norme vigenti non vi è alcun obbligo di sottoporre al vaglio del cda le consulenze esterne inferiori al valore di cinque miliardi.
E il Codacons ha annunciato che presenterà un ricorso al Tar del Lazio per «impugnare il decreto di aumento del canone Rai». È quanto rende noto un comunicato: «L?aumento del canone è illegittimo poichè ad esso non sembra corrispondere alcun miglioramento del servizio reso». Per Paolo Gentiloni, responsabile informazione della Margherita, «non è la prima volta che il ministro Gasparri mostra di considerare il canone Rai come uno strumento discrezionale nelle sue mani. Ma non è così».

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