30 Novembre 2001

L?odissea dei clienti della Sardidea. Il Codacons: «C?è una via d?uscita»

Il caso.

L?odissea dei clienti della Sardidea. Il Codacons: «C?è una via d?uscita»

Beffa in cucina per gli sposini
Decine di coppie costrette a pagare i mobili mai ricevuti

L?incubo di decine di famiglie sassaresi si chiama Sardidea. Era il nome, pubblicizzato su tv e quotidiani, di un?azienda che vendeva cucine in quel di Cagliari: piano cottura, pensili, tavolo, sedie, frigorifero e forno. Prima di chiudere i battenti, ne ha vendute anche a clienti sassaresi. Cucine mai consegnate. Mentre sono arrivati, eccome, i bollettini postali della finanziaria. Milioni da pagare, spiegano le minacciose raccomandate ricevute dai malcapitati. Da non pagare, risponde invece il Codacons, carte alla mano.

Le vittime dell?improvvisa chiusura dello stabilimento Sardidea sono soprattutto giovani coppie: sposini che dovevano mettere su casa e, pensando di aver concluso l?affare della vita, hanno firmato senza pensarci troppo i moduli per la finanziaria. Rate per tre, quattro, cinque anni, da versare sul conto corrente postale intestato alla Consel, finanziaria cui la Sardidea si appoggiava abitualmente.

I clienti le cucine non le hanno mai ricevute. Hanno sollecitato, certo. Telefonato, chiesto informazioni, ottenuto rassicurazioni. Affrontato viaggi solo per sentirsi dire che sì, vedremo, forse, provvederemo appena possibile. Altri solleciti, altre chiamate, altri viaggi: gli ultimi si sono conclusi davanti ai cancelli chiusi dell?azienda. Sardidea ha concluso la sua attività. E delle cucine, più nessuna traccia.

Oltre al danno, la beffa. A casa dei clienti raggirati hanno cominciato ad arrivare le lettere di sollecito della finanziaria. Missive chiarissime nel messaggio: cari signori, avete contratto un impegno a pagare nei nostri confronti, quindi pagate. In realtà, spiega l?avvocato Pina Zappetto del Codacons Sardegna, anche se la finanziaria ha effettivamente già pagato (al momento della firma) la Sardidea, nessuno può pretendere il pagamento di merce mai consegnata: lo ha ribadito anche una recente sentenza della corte di Cassazione.

I clienti, per interrompere i pagamenti, non dovranno far altro che spedire una raccomandata sia alla Consel che alla Sardidea specificando di non aver mai ricevuto la cucina.

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