ACQUE POCO TRASPARENTI
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fonte:
- Corriere della Sera
IN TAVOLA ARRIVA LA «DEPURATA»
Nelle grandi città un ristorante su tre ha iniziato a vendere acqua potabile «depurata». Lo consente un decreto che recepisce una norma europea e apparecchi di purificazione basati su filtri al carbonio. Alcuni però la spacciano per acqua minerale, senza chiarire l?equivoco sul menu
L?Unione nazionale consumatori protesta: «per un litro d?acqua di rubinetto, che costa una lira e mezza, alcuni ristoratori arrivano a farsi pagare anche ottomila lire. Ma non c?è soltanto un lucro indebito ai danni del cliente. Ci sono anche problemi di carattere igienico-sanitario per l?uso improprio dei depuratori».
Paolo Carnevali, della Water quality association, consulente del Codacons, lancia l?allarme sulle gravi controindicazioni di questi apparecchi di purificazione: «i filtri al carbonio si saturano improvvisamente e rilasciano nell?acqua sostanze dannose. Il sistema per evitarlo c?è, ma viene venduto come optional».
I Nas confermano: «il fenomeno esiste». Nel corso delle 1.838 ispezioni svolte lo scorso anno, hanno scoperto un ristorante di Terni che vendeva acqua imbottigliata artigianalmente nella quale le analisi hanno rintracciato batteri colifecali. Ai clienti raccomandano: diffidate delle bottiglie già aperte.
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