16 Novembre 2001

Rc auto, svolta per danni e truffe

Via del Consiglio dei ministri alle norme da collegare alla Finanziaria.
Franchigia, recupero certo
Rc auto, svolta per danni e truffe
Parte la riforma: liquidazione diretta dei sinistri, pene più forti

ROMA – Parte la riforma della Rc auto: il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di norme che sarà inserito nei Collegati alla legge finanziaria. Tra le novità più importanti, allargamento della Cid (Convenzione di indennizzo diretto) alle lesioni lievi alle persone; modifica alla valutazione del danno biologico, con l?arbitrarietà del giudice limitata al 20 per cento; riparazione diretta del danno da parte della compagnia dell?assicurato presso carrozzieri convenzionati; appesantimento delle penalità per le frodi, con la detenzione da sei mesi a tre anni, regole più stringenti a garanzia che l?assicurato rispetti la franchigia. Per il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, il cambiamento «pone le condizioni per la riduzione dei premi, il resto lo deve fare il mercato». Il governo, dunque, rigetta le critiche già espresse dall?Ania, l?associazione tra le compagnie assicuratrici, secondo cui l?ampliamento della Cid farà rincarare le tariffe.
Con la riforma, dunque, la convenzione di indennizzo diretto sarà valida, oltre che per i danni alle cose senza limite di importo (come avviene adesso), anche per le lesioni alla persona che comportino un?invalidità non superiore a 5 punti percentuali. La liquidazione dei danni a cose fino a 15.000 euro, un po? meno di 30 milioni di lire (ora vale fino a 2 milioni), sarà fatta direttamene dalla compagnia dell?assicurato, che poi si rivarrà su quella di chi ha provocato l?incidente. Chi ha avuto l?auto danneggiata si troverà davanti due possibilità: far eseguire la riparazione da un?officina indicata dalla sua compagnia, oppure avere il risarcimento in denaro, non superiore però al costo della riparazione diretta. Quanto al danno biologico, vengono introdotti criteri più rigidi per valutare le lesioni alle persone. Il giudice non potrà più discostarsi in maniera illimitata dalla tabelle prefissate, ma fino a un “tetto“ del 20 per cento.
Per contrastare le troppe truffe, che aggravano i costi delle società e fanno aumentare i premi, chi denuncerà un sinistro che in realtà non è accaduto sarà punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa da 309 a 1.549 euro (da circa 600.000 a quasi 3 milioni di lire). In più nasce la figura dell?attuario per la determinazione dei premi e delle riserve tecniche del ramo Rc auto, e in questo modo si cerca di agevolare il potere di controllo dell?Isvap sulle compagnie.
I giudizi sulla riforma sono contrastanti. L?Ania nel provvedimento vede luci e ombre, il Codacons esprime qualche preoccupazione, mentre l?Adusbef sostiene, senza mezzi termini, che l?intervento sui danni fisici lede i diritti dei cittadini. Altroconsumo afferma, poi, che la riparazio2ne diretta dei danni «è un salto nel buio» e questa innovazione allarma anche i carrozzieri.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this